La Procura della Repubblica di Sulmona ha disposto un nuovo ascolto di Youssefil giovane di 18 anni indicato come fidanzato di Alisyaper tornare a ricostruire i contatti e gli spostamenti immediatamente precedenti alla sparizione delle due sorelle originarie di Minturno. L’audizione, coordinata dal procuratore Luciano D’Angelo e dal sostituto Edoardo Mariottisi è svolta nella caserma di Villetta Barrea e ha avuto una durata complessiva di sei ore e mezza.
Dettagli dell’audizione a Villetta Barrea
Alla seduta hanno partecipato anche il comandante della Compagnia dei CarabinieriGiuseppe Testae altri militari impegnati nelle verifiche. Le domande degli inquirenti si sono concentrate sui rapporti tra il ragazzo e le due minorenni, in particolare su Alisyadi 16 anni, e su Sarahdi 12 anni, oltre che sulla sequenza degli spostamenti nel pomeriggio del 6 giugnopoche ore prima della scomparsa dalla struttura di Civitella Alfedena.
Nel corso dell’audizione è emerso l’interesse degli investigatori per alcune affermazioni pregresse di Youssef riguardo a un coinvolgimento della madre della ragazza, Valentina D’Acuntodi 39 anni, nella possibile sottrazione delle minori. Il giovane avrebbe parlato anche di un presunto nascondiglio nelle campagne di Cassinodefinito come un «rifugio segreto», dove – secondo le sue dichiarazioni – le ragazze sarebbero state accudite da parenti. «Dopo la vicenda, mamma, nonna e zia mi hanno bloccato sul telefono. Vorrei sapere perché», avrebbe detto il ragazzo durante l’interrogatorio.
Elementi materiali e altre audizioni
Gli investigatori hanno richiesto il quaderno con le lettere di Alisya e Sarah che erano in possesso di Youssef. In una missiva scritta quattro giorni prima della scomparsa la sedicenne dichiarava: «Ti amo ogni giorno sempre di più. Sono certa che sei il mio primo e vero amore perché con te sono tranquilla, serena. Amo ogni cosa di te, ogni tuo difetto». Anche la minore era molto legata al ragazzo, che veniva chiamato affettuosamente «Buccia» durante la permanenza in comunità.
È stata eseguita una perquisizione nell’abitazione dove vive il giovane insieme ad altri ragazzi e sono stati sentiti altri due amici egiziani che convivono con lui. In totale sono state ascoltate 7 persone tra ospiti e membri della comunità Ofh Hopela casa famiglia attualmente chiusa perché gli ospiti si trovano in soggiorno al mare nelle Marche. Il procuratore D’Angelo ha sottolineato che «non ci sono indagati» e che l’ascolto era motivato dalla necessità di risentire la persona per chiarire alcuni passaggi; ha anche precisato che il ragazzo «era, fino al 5 maggioospite nella comunità, poi è uscito perché maggiorenne. È regolarmente presente in Italia, lavora».
Telefonini e riscontri tecnici
Tra gli elementi tecnici al vaglio degli inquirenti figura uno dei tre telefoni in uso alle ragazze che sarebbe intestato a un amico di Youssef. Il dispositivo è ora sotto monitoraggio per valutare eventuali contatti o spostamenti. Al termine dell’audizione il giovane ha lasciato la caserma senza provvedimenti a suo carico.
Le ricerche sul territorio e le valutazioni degli inquirenti
Le ricerche proseguono tra Abruzzo e Lazio con il coinvolgimento di più corpi: il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso ha perlustrato sentieri e aree intorno al lago di Barreacompresi casolari, utilizzando anche droni per ispezionare la diga. I Vigili del Fuoco hanno battuto il corso del fiume Sangro e altre zone montane senza però individuare tracce utili.
Il procuratore capo di CassinoCarlo Fucciha definito complicata l’ipotesi che due minorenni possano essersi autogestite per un periodo così prolungato: «È evidente che è difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo», ha osservato. A distanza di 14 giorni dalla scomparsa delle sorelle di Minturnola pista che prevede l’ausilio di terze persone resta al centro dell’analisi investigativa.
Le indagini continuano con verifiche sui sistemi di videosorveglianza del territorio, sopralluoghi nella comunità di Civitella Alfedena e acquisizioni di elementi documentali e testimoniali finalizzate a definire la dinamica dell’allontanamento avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 giugno. L’unico oggetto materiale al momento recuperato dagli investigatori è un fermaglio per capelli attribuito alla sorella più piccola, ma la sua presenza non ha fornito finora certezze investigative.


