La Provincia dell’Aquila si trova di fronte a una sfida demografica senza precedenti. Con il 53,7% dei suoi comuni che conta meno di 1.000 abitanti e il 27,7% con meno di 500, la regione sta vivendo un progressivo spopolamento. Tuttavia, un fenomeno sta mitigando questa tendenza: l’arrivo di migranti.
Secondo i dati ISTAT al 31, la popolazione residente nella Provincia dell’Aquila ha registrato un incremento di 59 persone rispetto all’anno precedente. Questo aumento è dovuto esclusivamente al saldo migratorio con l’estero, che ha portato 2.101 nuovi residenti. Una tendenza che si consolida nel tempo e che rappresenta un raggio di speranza per un territorio in crisi demografica.
Migranti: un antidoto contro lo spopolamento
Francesco Marrelli, Segretario Provinciale della Cgil dell’Aquila, sottolinea come i migranti stiano diventando una risorsa fondamentale per contrastare lo spopolamento. “Senza la loro presenza, la popolazione nei piccoli centri sarebbe diminuita in modo significativo, con conseguenze gravi per i servizi essenziali”, afferma Marrelli.
I dati confermano questa tendenza: il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è negativo per 1.939 persone, mentre il saldo migratorio interno, che rappresenta i trasferimenti di residenza presso altri comuni, è negativo per 103 residenti. È quindi il saldo migratorio con l’estero a ridurre il deficit demografico, determinando un sostanziale equilibrio.
Distribuzione e integrazione dei migranti
La popolazione migrante si concentra principalmente nei centri adiacenti ai luoghi di lavoro, dove c’è maggiore accesso ai servizi essenziali e alle abitazioni. I comuni con la maggiore densità di popolazione migrante sono quelli limitrofi al Fucino e all’Aquilano, dove l’attività agricola, l’edilizia e il terziario assorbono una fetta importante di manodopera straniera.
Le comunità straniere più numerose nella Provincia dell’Aquila provengono dalla Romaniacon 6.375 residenti, dal Maroccocon 4.925 residenti, e dall’Albaniacon 1.908 residenti. Seguono la Macedonia del Nordl’Ucrainail Kosovo e il Bangladesh.
Dati demografici e prospettive future
La fascia di età 18-35 anni rappresenta il 17,74% della popolazione residente, composta per il 15,72% da migranti. Al contrario, la fascia di età 65-80 anni, che rappresenta il 20,12% della popolazione residente, è composta solo per il 2,76% da migranti. Questi dati evidenziano come i migranti siano principalmente giovani che arrivano nel territorio per lavorare, spesso in fuga da guerre, persecuzioni e povertà estrema.
La Provincia dell’Aquila accoglie il maggior numero di migranti presenti in Regione, sia in termini percentuali che assoluti. I migranti rappresentano il 9,46% dell’intera popolazione, con una crescita progressiva rispetto agli anni precedenti. Questo fenomeno offre nuove opportunità per contrastare lo spopolamento e valorizzare il territorio.
Per affrontare queste sfide, è necessario incentivare una cultura dell’incontro, progettando modelli di accoglienza, integrazione ed inclusione. Bisogna abbattere le barriere materiali ed immateriali che producono un confinamento spaziale, sociale e giuridico dei migranti, sviluppando una fattiva collaborazione tra istituzioni locali, ministeri di competenza, associazioni, parti sociali e comunità dei migranti.
Il fenomeno migratorio nelle aree interne produce mutui benefici, tanto per i migranti quanto per le comunità locali. È urgente e necessario elaborare un progetto per le aree interne che non possa prescindere dalla presenza dei migranti, valorizzandoli come risorsa e non come emergenza.
