22 Giugno 2026 ☀ 19°

Corteo studentesco a Termoli: mobilitazione contro il piano sanitario

Studenti e comunità del Basso Molise mobilitati il 26 maggio per chiedere il mantenimento del servizio di Emodinamica e per opporsi al Piano operativo sanitario che ridimensiona la sanità territoriale

Corteo studentesco a Termoli: mobilitazione contro il piano sanitario

Il 26 maggio la città di Termoli è stata teatro di una vibrante manifestazione studentesca: circa 300-400 ragazzi e ragazze delle scuole superiori hanno interrotto le verifiche scolastiche per marciare contro il Piano operativo sanitario regionale. Il corteo, partito da piazza Donatori di Sangue e diretto verso piazza Sant’Antonio, è stato accompagnato da striscioni e slogan come “Giù le mani dalla sanità” e “la sanità in Molise è un diritto“, segno di una partecipazione civica che ha raccolto attenzione pubblica e istituzionale.

La protesta studentesca è nata dalla preoccupazione per la possibile chiusura o depotenziamento del reparto di Emodinamica dell’ospedale San Timoteo di Termoli, una preoccupazione condivisa anche da associazioni, sindacati e movimenti locali. I rappresentanti d’istituto hanno ribadito il carattere apartitico della mobilitazione, chiedendo che la questione venga trattata come tema di interesse collettivo e non come strumento politico.

Perché gli studenti sono scesi in piazza

La mobilitazione è stata motivata dalla lettura critica del Piano operativo sanitario 2026-2028 della Regione Molise, che secondo gli organizzatori mette a rischio servizi essenziali come l’Emodinamica e il punto nascite di Isernia, oltre a interventi sull’ospedale di Agnone. Manuel Di Fazio, rappresentante degli studenti dell’Istituto Boccardi di Termoli, ha spiegato che la generazione giovane non intende restare spettatrice: «Siamo qui per dire la nostra», ha dichiarato, denunciando un piano che ridimensiona il diritto alla salute per le comunità del Basso Molise.

Il valore pratico del reparto

Il reparto di Emodinamica è stato descritto dagli studenti e dai medici come un presidio fondamentale per la gestione delle emergenze cardiovascolari: in caso di infarto, il tempo d’intervento è determinante. Chiudere o spostare il servizio comporterebbe trasferimenti e ritardi che possono incidere sulla sopravvivenza dei pazienti. In questo senso gli studenti hanno tradotto un concetto tecnico in un argomento etico: la tutela della salute territoriale è una priorità che non si misura solo sui bilanci ma sui minuti che salvano vite.

La rete della mobilitazione e le iniziative collegate

La protesta del 26 maggio è stata solo l’avvio di una fase più ampia di mobilitazione: associazioni come Pax Christi, Assemblea Palestina Libera Basso Molise e il Movimento dei Focolari hanno annunciato un calendario di eventi che proseguirà fino al 17 giugno. Il programma include assemblee pubbliche, presidi e incontri culturali dedicati al rapporto tra sanità, welfare e spesa per la difesa, tematica che per gli organizzatori collega politiche di riarmo e indebolimento dei servizi sociali.

Appuntamenti e temi pubblici

Tra gli incontri in programma, il 27 maggio è prevista l’assemblea pubblica «Non solo emodinamica – La salute non è una merce», con interventi di medici e rappresentanti locali, mentre il 2 giugno è stato promosso un presidio che mette al centro il tema del riarmo e delle priorità pubbliche. Sono inoltre previste raccolte firme per proposte di legge di iniziativa popolare come “Sosteniamo il Servizio sanitario nazionale” e iniziative su diritti e appalti nel settore sanitario.

Impatto locale e prospettive

La manifestazione studentesca ha riscosso sostegno anche da parte delle istituzioni locali: il sindaco di Termoli ha espresso parole di vicinanza alla mobilitazione, mentre il Consiglio comunale ha già affrontato in seduta monotematica le criticità del piano sanitario. Sul piano pratico, il rischio che emergenze cardiovascolari debbano essere gestite con trasferimenti verso altri ospedali solleva interrogativi concreti sui tempi di intervento e sulla tenuta del sistema territoriale di cure.

Per i promotori della campagna, il tema non è limitato alla difesa di un singolo reparto: è la richiesta che il diritto alla salute venga garantito capillarmente nel territorio, che il servizio sanitario sia accessibile e che le scelte di politica pubblica considerino l’impatto sociale oltre alle logiche di contenimento dei costi. La mobilitazione studentesca del 26 maggio è così diventata una voce aggiuntiva in una vertenza che vede alleati cittadini, realtà associative e professionisti del settore sanitario, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul futuro della sanità molisana.

La stagione di proteste e approfondimenti annunciata fino al 17 giugno offrirà nuovi momenti di confronto pubblico: assemblee, interventi di esperti e raccolte firme mirano a trasformare la protesta in proposte concrete per la tutela del sistema sanitario locale. In questo quadro, la partecipazione giovanile ha segnato un elemento di rottura rispetto alle forme tradizionali di attivismo, portando la questione dalle stanze della burocrazia alle piazze della città.

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