Nel comune di Palmoli è stato completato l’iter autorizzativo per la costruzione di una casa in legno pensata per una famiglia che vive a contatto con la natura. L’immagine progettuale ritrae scene di vita quotidiana: bambini che giocano all’aperto, un’altalena appesa a un albero e gli animali di famiglia, il cavallo Lee e l’asinello Gallipoli. L’intervento è concepito per limitare i consumi e integrarsi con il paesaggio rurale, offrendo al tempo stesso autonomia energetica e soluzioni ecologiche.
La nuova abitazione sarà completata in circa sei mesi e si affianca a un rudere esistente che verrà conservato per attività agricole. L’obiettivo non è solo costruire, ma creare un modello di abitare responsabile che metta insieme performance tecniche e rispetto dell’ambiente. Il progetto è stato depositato al Comune e riceverà presto il via libera per l’avvio dei lavori, segnando un passo concreto verso una bioedilizia più diffusa nel territorio.
Il progetto e la sua firma
L’idea è frutto del lavoro dell’architetta Maria Mascarucci, di Chieti, che ha curato la pratica e la documentazione urbanistica. La proposta mira a trasformare un piccolo nucleo abitativo rurale in un esempio di bioarchitettura, con attenzione alle normative, alla tutela del paesaggio e alla riduzione dei consumi. Per bioarchitettura si intende un approccio che privilegia materiali a basso impatto e soluzioni passive per ottenere confort termico e acustico senza impianti invasivi.
Caratteristiche funzionali dell’abitazione
La casa prevista avrà una superficie compresa tra i 60 e i 70 metri quadrati, con due camere da letto, un bagno, soggiorno e cucina. Il soggiorno è pensato con grandi vetrate per sfruttare l’irraggiamento solare in inverno, mentre l’orientamento e schermature naturali limiteranno il surriscaldamento estivo. Questa strategia rientra nella filosofia della casa passiva, ossia un edificio che minimizza le dispersioni e può prescindere da impianti di riscaldamento tradizionali, garantendo comfort con soluzioni passive e isolamento efficace.
Materiali, impianti e soluzioni tecniche
La struttura sarà realizzata con materiali ecosostenibili e riciclabili: le finiture esterne in cocciopesto e l’isolamento interno con materiali organici come paglia, lana di pecora e fibre vegetali. L’acqua sarà allacciata alla rete comunale, mentre l’energia elettrica verrà prodotta da un impianto fotovoltaico. La combinazione di materiali naturali e tecnologia solare rende l’intervento autosufficiente dal punto di vista energetico e coerente con le pratiche di tutela ambientale.
Depurazione e servizi
Il bagno sarà realizzato con un impianto tradizionale arricchito da una piccola fitodepurazione, una soluzione naturale che permette il trattamento delle acque reflue attraverso processi biologici e vegetali, ideale per contesti agricoli. L’architetta ha precisato che la compost toilet è una pratica comune nelle aree rurali e a basso impatto, ma non costituisce una scelta obbligata per questo intervento; nella progettazione attuale non è stata adottata come soluzione principale.
Scelte pratiche e questioni burocratiche
Per motivi di sicurezza economica e di tempi, si è deciso di realizzare una nuova costruzione piuttosto che intervenire sull’edificio esistente, che avrebbe comportato incertezze sui costi e sulla durata dei lavori. Accanto alla nuova abitazione il rudere presente sul terreno resterà nella sua veste originale e sarà destinato a usi agricoli, creando così una combinazione tra nuovo e testimonianza storica del luogo.
Il progetto ha anche dovuto affrontare ostacoli amministrativi: per legge era necessario raggiungere l’unità minima aziendale di due ettari e mezzo. Questo ha reso complicata la reperibilità dei terreni, spesso frazionati e intestati a persone non residenti. L’operazione si è conclusa con l’acquisto di appezzamenti aggiuntivi, supportata dall’azione del Comune, e con una spesa finale di circa 2.000 euro per alcuni lotti che inizialmente erano stati valutati intorno ai 20.000 euro.
Nel complesso, il progetto rappresenta un esempio pratico di come combinare sostenibilità, semplicità d’uso e radicamento rurale. Quando la costruzione sarà abitata, la scena immaginata dalla progettista vedrà la famiglia riunita all’aperto, i bambini al gioco e gli animali che contribuiscono alla quotidianità: un quadro che sintetizza l’intento di coniugare efficienza tecnica e qualità della vita.

