Nei primi quattro mesi del 2026 l’Abruzzo registra segnali positivi nella gestione delle liste d’attesa, con performance particolarmente migliori per le classi più sensibili. Il monitoraggio pubblicato da Agenas e presentato a Roma mette in luce come le azioni adottate dalla Regione stiano iniziando a produrre effetti misurabili, pur evidenziando ambiti che richiedono interventi mirati.
Le rilevazioni confrontano i risultati correnti con il quadro complessivo del 2026 e offrono elementi utili per pianificare le prossime fasi di riallineamento operativo fra Azienda Sanitaria Locale, Agenzia Sanitaria Regionale e i responsabili dell’assistenza sanitaria (Ruas).
Risultati per priorità: dove l’Abruzzo è oltre la media
Secondo il cruscotto di monitoraggio, una prima visita con priorità U (urgente, entro 72 ore) è stata erogata nel 85,6% dei casi nei primi quattro mesi del 2026. Per la priorità B (breve, entro 10 giorni) la percentuale è del 74,6%, mentre per la classe D (differibile, entro 30 giorni) si registra il 64,1%. Le visite con priorità P (programmata, entro 120 giorni) sono state garantite nel 84,9% dei casi.
Questi valori pongono l’Abruzzo oltre la media nazionale per le classi U e P, un indicatore che la Regione interpreta come conferma dell’efficacia delle misure adottate finora. L’attenzione strategica si è concentrata sulle priorità più urgenti, con l’obiettivo di tutelare i bisogni di salute più critici per i cittadini.
Confronto con il 2026
Nel 2026 le prime visite in Abruzzo avevano raggiunto l’83,1% per la priorità U, il 73,3% per la B, il 66,8% per la D e l’86,8% per la P. Il confronto mette in evidenza un miglioramento per le classi U e B nel periodo gennaio-aprile 2026 rispetto all’anno precedente, anche se esistono flessioni complessive legate a specifici ambiti diagnostici.
Criticità e interventi in corso
Nonostante i progressi, permangono criticità per le classi D e, in parte, per la componente relativa agli esami diagnostici. La Regione segnala una interlocuzione tecnica continuativa tra Agenzia Sanitaria Regionale, Asl e Ruas per riallineare i valori e ridurre le differenze tra le procedure adottate dalle diverse aziende sanitarie.
Le misure previste comprendono l’armonizzazione delle procedure, il contrasto all’inappropriatezza prescrittiva e il potenziamento dei Cup di secondo livello sull’intero territorio regionale. Queste azioni mirano a rendere più efficiente il percorso del paziente e a ridurre le disparità organizzative che incidono sui tempi di erogazione.
Ruolo della governance e del coordinamento
Nel suo intervento a Roma, il direttore di Agenas, Angelo Tanese, ha citato l’Abruzzo come esempio di piano orientato sulle priorità urgenti. La scelta di concentrare risorse e attenzione sulle classi U e B è stata motivata dalla necessità di intercettare i bisogni di salute più rilevanti e di ridurre il rischio clinico associato a un’attesa eccessiva.
Indicatori diagnostici e posizionamento regionale
La flessione complessiva registrata nel periodo gennaio-aprile 2026 è attribuita principalmente alle performance sugli esami diagnostici. Nonostante ciò, l’Abruzzo si mantiene sopra realtà regionali come Umbria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sardegna e la Provincia di Trento, almeno rispetto a alcuni indicatori monitorati dal cruscotto nazionale.
Nel 2026 gli esami diagnostici con priorità U erano garantiti nei tempi nel 72,1% dei casi, nel 65,7% per la B, nel 72,5% per la D e nel 74,7% per la P. Questi riferimenti storici aiutano a tarare le azioni correttive e a misurare l’impatto degli interventi organizzativi nel breve termine.
Prospettive e prossime mosse
Per consolidare i risultati ottenuti, la Regione punta su un mix di interventi organizzativi e clinico-gestionali: rafforzare i Cup, omogeneizzare pratiche e criteri di prenotazione, e intervenire sulla appropriatezza prescrittiva. L’obiettivo dichiarato è un riallineamento dei tempi di attesa su tutte le classi, riducendo le disomogeneità tra territori e strutture.
Il percorso indicato dalle istituzioni locali e da Agenas richiederà monitoraggio continuo, flessibilità gestionale e coordinamento tra livelli istituzionali per trasformare i dati positivi in miglioramento stabile e duraturo dei percorsi di cura per i cittadini abruzzesi.


