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Protocollo regionale per la gestione dei casi sospetti di Ebola in Abruzzo

La Regione Abruzzo ha predisposto un protocollo che indica le Asl di Pescara e Avezzano-Sulmona-L'Aquila come centri hub per la valutazione clinica ed epidemiologica dei casi sospetti legati al virus Bundibugyo; misure precauzionali e rete specialistica delle quattro Asl restano pronte a intervenire.

Protocollo regionale per la gestione dei casi sospetti di Ebola in Abruzzo

La giunta sanitaria regionale ha definito oggi la struttura organizzativa per affrontare eventuali casi sospetti legati al virus Ebola, specificamente al ceppo Bundibugyo (BVD), collegato ai focolai segnalati nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. La decisione segue la riunione convocata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale con la Commissione di Protezione Civile e la Commissione Salute, alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, insieme ai dirigenti del Dipartimento regionale Sanità.

Organizzazione della rete regionale

Per garantire un percorso chiaro di valutazione e intervento è stata creata una rete specialistica che coinvolge tutte le quattro Asl abruzzesi. Sono stati individuati come centri hub di riferimento la Asl di Pescara e la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, con il compito di occupare l’inquadramento clinico, epidemiologico e del risk assessment per i soggetti sospetti. A supporto degli hub, sono stati nominati centri spoke: per la Asl di Pescara la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, mentre per la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila è stata selezionata la Asl Teramo. Questa configurazione intende velocizzare la gestione dei casi e la comunicazione tra i servizi territoriali e specialistici.

Rete di consulenza infettivologica

In armonia con l’ordinanza del Ministro della Salute del 29 maggio, la Regione ha disposto la costituzione di una rete di consulenza specialistica infettivologica che affianchi i Dipartimenti di Prevenzione e i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica. Le quattro unità operative di malattie infettive delle Asl forniranno valutazioni clinico-epidemiologiche per le persone che manifestino sintomi durante l’automonitoraggio, la sorveglianza sanitaria o l’isolamento fiduciario. L’obiettivo è fornire un supporto tempestivo e uniforme per distinguere casi sospetti da altri quadri febbrili o infettivi.

Coordinamento e responsabilità

Alla riunione organizzativa hanno partecipato, oltre all’assessore Nicoletta Verì, il direttore del Dipartimento regionale Sanità e i direttori generali e sanitari delle quattro Asl, insieme ai referenti aziendali esperti. Sotto la guida del direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, la discussione ha riguardato l’implementazione delle nuove direttive nazionali, la definizione dei protocolli interni e la predisposizione delle procedure di segnalazione e trasferimento dei casi tra spoke e hub. Il modello scelto riprende soluzioni già attivate in occasione dell’Hantavirus, adattandole alle specificità dell’agente virale Bundibugyo.

Flusso operativo in caso di sospetto

Nel caso in cui un soggetto in sorveglianza manifesti sintomi riconducibili a Malattia da Virus Ebola (MVE), i servizi territoriali effettueranno una prima valutazione epidemiologica e clinica. Se necessario, il caso verrà indirizzato al centro hub competente per ulteriori accertamenti e per il risk assessment. La catena di responsabilità e informazione è stata pensata per limitare ritardi e ridurre la probabilità di dispersione delle informazioni tra strutture diverse, garantendo al contempo il supporto specialistico infettivologico richiesto.

Valutazione del rischio e comunicazione

Le misure adottate sono state descritte come prevalentemente precauzionali. L’assessore Verì ha sottolineato che la Regione ha recepito le direttive ministeriali e ha definito il modello organizzativo che entrerà in funzione se necessario, ribadendo che al momento non vi sono evidenze di rischio di infezione in Abruzzo. La comunicazione istituzionale punta a fornire informazioni chiare senza alimentare allarmismi, spiegando che la predisposizione del protocollo serve a contenere eventuali criticità e a tutelare la salute pubblica.

Impegni formativi e materiali

Tra le azioni previste rientrano aggiornamenti per il personale sanitario sui percorsi di sorveglianza, l’adozione di procedure per l’isolamento fiduciario e l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale. L’intento è quello di rendere omogenee le pratiche tra le varie Asl e garantire che i referenti aziendali dispongano di linee guida operative condivise, con la possibilità di consulto rapido tramite la rete infettivologica istituita.

In sintesi, la Regione Abruzzo ha impostato una risposta coordinata e modulare per la sorveglianza sul virus Bundibugyo, basata su hub e spoke, consulenze infettivologiche integrate e procedure definite: strumenti messi in campo come misura preventiva, fino a quando non emergeranno evidenze diverse sul territorio.

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