Il caso dei due fratellini di Palmoli, temporaneamente ospitati in una struttura extra-familiare, è tornato all’attenzione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’avvocato Simone Pillon ha depositato una memoria di trentasei pagine nella quale chiede di stabilizzare una volta per tutte l’esistenza dei bambini, riportandoli definitivamente a casa. La domanda si inserisce in un contesto più ampio, dove la Corte europea dei diritti dell’uomo ha pronunciato l’8 ottobre una sentenza contro l’Italia, rimarcando la necessità di limitare la durata dei collocamenti extrafamiliari.
Richiesta di ricongiungimento e riferimenti alle perizie
Nel documento presentato al giudice, Pillon ricorre ai risultati della Neuropsichiatria infantile (Npi), evidenziando i progressi compiuti dai genitori nell’ambito educativo e il regolare inserimento dei bambini a scuola. Vengono inoltre citati i “rientri” del fine settimana, che avrebbero permesso ai piccoli di ristabilire un legame con l’ambiente naturale del bosco. La difesa contesta apertamente l’operato dei servizi sociali, con la frase “Mica devono andare per forza d’amore con i servizi sociali. Basta si attengano alle disposizioni”, accusando l’ente di aver inviato psicologhe “che hanno tentato di sostituirsi al lavoro della Npi”. La memoria richiama la relazione del 16 ottobre, nella quale il servizio riconosce di aver avviato la collaborazione tanto sollecitata dalla difesa.
Valutazioni della Npi e rilievi dei servizi sociali
Stato scolastico e inserimento dei bambini
Il servizio sociale ha attestato che i due gemelli sono “ben inseriti in classe, con riscontri positivi e frequenza regolare”. Secondo la difesa, i genitori non stanno “remando contro”, ma facilitano attivamente il percorso educativo. La psicologa che conduce gli incontri protetti ha sottolineato che ai figli viene data la libertà di parlare della scuola, registrando una “partecipazione attiva” e un clima di familiarità con i genitori. La Npi ha confermato lo stile educativo della coppia come trasparente e assertivo, ribadendo la loro consapevolezza dei bisogni evolutivi ed emotivi dei minori.
Osservazioni sulla salute mentale
Una relazione della Npi del 15 ottobre, però, segnala la persistenza di ansia acuta, autolesionismo e incubi notturni, documentati dalla comunità e dalla pediatra di riferimento. Viene ribadita la necessità clinica di mantenere un’osservazione continuativa sui sintomi somatici e comportamentali, soprattutto in relazione ai recenti cambiamenti di sede e all’inserimento scolastico. La difesa contesta che tali sofferenze possano essere attribuite a “pressioni materne”, sostenendo che i genitori abbiano già raggiunto gli obiettivi stabiliti dalla CTU e dall’ultima ordinanza del tribunale.
Catherine e il nuovo incarico di testimonianza
Nel frattempo, la madre, Catherine, ha firmato un incarico di collaborazione con l’Istituto nazionale di Pedagogia familiare di Roma. L’attività prevede la sua partecipazione a un corso di perfezionamento intitolato “Intelligenza naturale”, con un compenso di 60 euro l’ora. L’oggetto dell’incarico è la condivisione di esperienze personali e professionali attraverso un intervento testimoniale e di confronto con i partecipanti. Tale iniziativa, oltre a valorizzare il percorso della madre, dovrebbe fornire ulteriori elementi di valutazione per il giudice, dimostrando l’impegno della famiglia verso la crescita e il benessere dei bambini.
Conclusioni operative della difesa
Nel complesso, la memoria di Pillon richiede al giudice di “stabilizzare una volta per tutte l’esistenza di questi bambini, riportandoli definitivamente a casa”. Il documento si avvale di prove concrete: fotografie dei pernottamenti a domicilio, la correzione richiesta del verbale dell’udienza del 7 luglio e la testimonianza di Catherine al corso di intelligenza naturale. L’équipe della Npi raccomanda, infine, di proseguire il sostegno alla genitorialità anche dopo un eventuale ricongiungimento, sottolineando la “notevole flessibilità operativa” dei genitori nell’adattarsi alle prescrizioni giudiziarie e alle esigenze della nuova abitazione comunale.



