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Contraddizioni alla Asl di Pescara: salario accessorio negato e 12 nuovi incarichi

Con lo stipendio di luglio 2026 il salario accessorio non è stato erogato a centinaia di operatori sanitari della Asl di Pescara; l'istituzione contemporanea di 12 incarichi per infermieri ha portato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli a presentare un'interpellanza per ottenere chiarimenti e garanzie sull'uso delle risorse pubbliche

Contraddizioni alla Asl di Pescara: salario accessorio negato e 12 nuovi incarichi

Nelle ultime settimane è tornata all’attenzione pubblica una questione che tocca salari, trasparenza e organizzazione interna della Asl di Pescara. Con lo stipendio di luglio 2026 numerosi infermieri, operatori sanitari e personale amministrativo hanno infatti registrato l’assenza del salario accessorio, voce retributiva prevista dalla contrattazione collettiva. Parallelamente, l’azienda ha pubblicato un avviso per l’attribuzione di dodici incarichi di funzione professionale destinati al personale infermieristico, una scelta che ha suscitato perplessità istituzionali e politiche.

La denuncia e l’interpellanza

Il vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Antonio Blasioli, ha formalizzato la critica con un’interpellanza rivolta alla Regione e alla stessa Asl. Nella nota si chiede di chiarire quali siano le prospettive per il ripristino del salario accessorio a favore dei lavoratori che contavano su quella risorsa per far fronte a spese quotidiane e impegni finanziari. La mancata erogazione è stata registrata non solo a Pescara ma anche in altre Asl abruzzesi, e per molti si profila la possibilità che la situazione si ripeta anche nel 2026.

Motivi della preoccupazione

Secondo l’esponente politico, la contemporaneità tra la sospensione del salario e l’istituzione dei nuovi incarichi crea un chiaro elemento di contraddizione: da un lato si limita una componente contrattuale diffusa, dall’altro si introducono posizioni con indennità economica riservate a poche persone. Blasioli definisce questi incarichi come caratterizzati da elevati contenuti professionali e specialistici, ma ritiene che la loro attribuzione debba essere accompagnata da spiegazioni esaustive sull’uso delle risorse.

Criticità procedurali e temporali

Un altro punto sollevato riguarda i tempi e le modalità della procedura di selezione: l’avviso pubblico è rimasto aperto solo sette giorni, una finestra considerata troppo ristretta per garantire ampia partecipazione e trasparenza. Inoltre, la pubblicazione è avvenuta in concomitanza con la prima fase di valutazione degli elaborati del concorso per coordinatore infermieristico, circostanza che per Blasioli potrebbe alimentare sospetti di pianificazione non trasparente o favoritismi.

Rischio di sovrapposizioni organizzative

Dall’analisi della Delibera Asl n. 640 del 30 aprile 2026 emergono ulteriori perplessità: alcune funzioni messe a bando sembrano sovrapporsi a compiti già attribuiti ad altre strutture aziendali o a incarichi esistenti. Mancando una chiara analisi dei fabbisogni organizzativi, non è possibile comprendere pienamente perché siano state individuate proprio queste figure invece di altre soluzioni che potrebbero rispondere meglio alle esigenze complessive.

Valorizzazione professionale e rispetto della contrattazione

La valorizzazione della professione infermieristica è un obiettivo condiviso e sancito dagli strumenti della contrattazione nazionale. Tuttavia, per Blasioli il riconoscimento deve essere coerente: valorizzare significa anche rispettare e assicurare il pieno riconoscimento economico di quanto previsto dai contratti, a partire proprio dal salario accessorio. In assenza di tale rispetto, la misura rischia di apparire come una valorizzazione selettiva che non tutela l’intera categoria.

Impatto sui professionisti

Gli infermieri continuano a garantire servizi fondamentali, spesso operando con organici ridotti e in condizioni complesse. La cancellazione o la sospensione di componenti retributive previste contrattualmente può avere effetti concreti sulla stabilità economica delle famiglie dei lavoratori e sul morale del personale, rendendo imprescindibile una giustificazione chiara e documentata da parte dell’azienda sanitaria.

Prossime mosse e richiesta di trasparenza

Blasioli annuncia l’intenzione di portare la questione in aula regionale per ottenere risposte puntuali e documentate su motivazioni, criteri di scelta e impiego delle risorse pubbliche. Qualora i chiarimenti non soddisfino, l’interpellanza prevede anche la richiesta di intervento della Commissione di Vigilanza per fare piena luce sulla vicenda e garantire che le scelte aziendali rispettino i principi di trasparenza e corretto uso del denaro pubblico.

La situazione rimane aperta e osservata da più parti: i prossimi atti formali e le risposte della Regione e della Asl chiariranno se si tratterà di un episodio giustificabile da ragioni contabili precise o di un caso che richiederà approfondimenti e eventuali correttivi istituzionali.

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