In un contesto scolastico sempre più complesso, la questione del precariato docente rappresenta una delle sfide più urgenti da affrontare. In Abruzzo, la situazione è particolarmente critica, con migliaia di insegnanti che da anni attendono una stabilizzazione definitiva. La Cisl scuola ha recentemente sollevato la questione, chiedendo ai rappresentanti politici della regione di intervenire con urgenza.
La situazione attuale
L’anno scolastico che si sta concludendo ha visto l’autorizzazione di oltre 4.000 posti di sostegno in Abruzzo, pari a circa il 60% dell’organico complessivo. Tuttavia, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ne considera vacanti solo 88, un dato che appare del tutto irrealistico secondo la Cisl scuola. Questa discrepanza numerica riflette una situazione di precariato che persiste da oltre dieci anni, con insegnanti di sostegno assunti annualmente sugli stessi posti.
Le conseguenze del precariato
La mancanza di stabilità contrattuale non solo penalizza i lavoratori, ma ha anche un impatto significativo sulla continuità didattica. Nonostante la recente possibilità concessa alle famiglie di chiedere la conferma del docente di sostegno per l’anno successivo, il problema della stabilizzazione rimane irrisolto. Migliaia di docenti continuano a svolgere un servizio essenziale senza alcuna prospettiva di assunzione definitiva, pur essendo indispensabili al funzionamento della scuola.
Le richieste della Cisl scuola
La Cisl scuola ha lanciato un appello ai rappresentanti politici abruzzesi, chiedendo di attivarsi con urgenza in Parlamento e presso il Governo. L’obiettivo è procedere alla stabilizzazione del personale docente non solo sui 577 posti già riconosciuti come vacanti dal Ministero, ma anche sui circa 4.000 posti di sostegno che da anni vengono utilizzati stabilmente nelle scuole della regione.
Le criticità legali
La situazione attuale espone il Ministero a continue condanne per abuso nella reiterazione dei contratti a termine, in contrasto con la normativa europea. Ogni anno, centinaia di docenti si rivolgono agli uffici della Cisl scuola per promuovere azioni legali che possono portare al riconoscimento di risarcimenti fino a 24 mensilità, oltre alle spese processuali. Elisabetta Merico, della Segreteria generale scuola Abruzzo-Molise, ha dichiarato: “Una situazione che non solo penalizza i lavoratori, ma espone lo stesso Ministero a continue condanne per abuso nella reiterazione dei contratti a termine.”
Le prospettive future
La continuità didattica degli alunni e la dignità professionale dei docenti non possono più essere sacrificate a logiche burocratiche. La Cisl scuola spera che l’intervento dei rappresentanti politici possa portare a una soluzione definitiva, garantendo finalmente stabilità e sicurezza a migliaia di insegnanti. La scuola dell’Abruzzo ha bisogno di docenti stabili e motivati per offrire un’istruzione di qualità a tutti gli studenti, soprattutto a quelli con disabilità che necessitano di un supporto costante e qualificato.


