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Patrizia Sciarra condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale di oltre un milione e mezzo

Una dirigente del Consorzio Industriale Chieti-Pescara è stata condannata a risarcire oltre un milione e mezzo di euro per aver sottratto sistematicamente fondi pubblici attraverso 744 bonifici

Patrizia Sciarra condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale di oltre un milione e mezzo

In un caso che ha scosso il mondo dell’amministrazione pubblica, Patrizia Sciarra, ex dirigente del Consorzio Industriale Chieti-Pescaraè stata condannata dalla Corte dei Conti dell’Aquila a risarcire un danno erariale di 1.467.972,38 euro. La sentenza, emessa dalla Sezione Giurisdizionale per l’Abruzzo, chiude un’inchiesta che ha portato alla luce una sistematica sottrazione fraudolenta di fondi pubblici.

La vicenda, che ha visto coinvolte anche la Procura di Pescarala squadra mobile e il Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialleha evidenziato come Sciarra, 65 anni e residente a Miglianicoabbia utilizzato la sua posizione per deviare risorse destinate ad attività istituzionali. Le indagini hanno rivelato che, nel corso di alcuni anni, la dirigente ha disposto 744 bonifici per un totale di 1.454.272,78 eurotrasferiti su conti correnti di sua proprietà.

La meccanica della frode: bonifici e conti correnti

Secondo la ricostruzione dei magistrati contabili, Sciarra ha predisposto centinaia di ordinativi di pagamento online, apparentemente destinati a imprese e professionisti. Tuttavia, le coordinate bancarie inserite nei bonifici erano riconducibili a conti correnti nella sua disponibilità. La cifra principale contestata ammonta a 1.454.272,78 eurocorrispondente alle somme fuoriuscite dai conti del Consorzio. A questa si aggiungono 699,60 euro per le commissioni bancarie sostenute nell’esecuzione dei bonifici e ulteriori 15 mila euro riconosciuti a titolo di danno da disservizio.

La Corte dei Conti ha sottolineato che non si tratta di semplici irregolarità amministrative, ma di una condotta consapevole e volontaria. Le operazioni sono state definite numerose, reiterate e caratterizzate da modalità tali da escludere qualsiasi ipotesi di errore o negligenza. La predisposizione di centinaia di bonifici con beneficiari apparenti diversi dagli effettivi destinatari delle somme è stata interpretata come un indice di una condotta consapevole e volontaria.

Il ruolo chiave della posizione fiduciaria

La posizione fiduciaria ricoperta da Sciarra all’interno del Consorzio ha giocato un ruolo cruciale nella realizzazione delle operazioni contestate. I magistrati hanno ritenuto dimostrato che le risorse pubbliche siano state distratte dalla loro destinazione istituzionale e trasferite su rapporti bancari riconducibili alla convenuta. La dirigente disponeva delle credenziali e degli strumenti necessari alla gestione dei pagamenti in ragione dell’incarico ricoperto.

La sentenza evidenzia come le operazioni siano state realizzate attraverso un meccanismo ripetuto nel tempo e caratterizzato da una precisa volontà di appropriarsi del denaro dell’ente. Le somme uscite dai conti del Consorzio sono state considerate una perdita patrimoniale certa, concreta e direttamente imputabile alla condotta contestata. La Corte ha ravvisato l’elemento soggettivo più grave previsto dall’ordinamento contabile: il dolo.

Le conseguenze della condanna

La condanna al risarcimento integrale delle somme, oltre interessi e spese di giudizio, rappresenta un segnale forte contro le appropriazioni indebite di fondi pubblici. La vicenda ha messo in luce l’importanza di controlli rigorosi e di una gestione trasparente delle risorse pubbliche. La Procura di Pescara continua a indagare sulla vicenda, affidando le indagini alla Squadra Mobile e al Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle.

Questo caso rappresenta un esempio emblematico di come una condotta consapevole e volontaria possa causare un danno patrimoniale diretto a un ente pubblico, compromettendo il regolare funzionamento della struttura amministrativa. La sentenza della Corte dei Conti dell’Aquila sottolinea l’importanza di una gestione responsabile e trasparente delle risorse pubbliche, nonché la necessità di controlli efficaci per prevenire simili appropriazioni indebite.

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