Nel dibattito sulla riorganizzazione dei servizi di salute mentale nella provincia di Teramo emergono posizioni che mettono al centro l’effetto pratico delle scelte su pazienti, famiglie e operatori. Il coordinatore territoriale della Cisl Fp di TeramoMarco De Febis, intervenendo sulla possibile accorpamento del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) di Giulianova con quello di Teramo ha chiesto di “riportare il confronto su un piano di analisi oggettiva, ponendo al centro i bisogni dei pazienti, delle famiglie e dei lavoratori“. Alle valutazioni tecniche si affiancano le rassicurazioni dell’ente aziendale sulla continuità dell’assistenza.
Ritorno della psichiatria al Lotto 3 dell’Ospedale Mazzini e obiettivo operativo
La proposta che prevede il trasferimento delle attività di Spdc negli spazi del Lotto 3 dell’Ospedale Mazzini a Teramo è ritenuta, dalla Cisl Fp, “condivisibile” perché può offrire ambienti più idonei alle terapie. Secondo il sindacato, locali adeguati faciliterebbero le attività terapeuticheriabilitative e relazionalielementi ritenuti essenziali nei percorsi di salute mentale. Sul piano organizzativo, la centralizzazione punta anche a garantire assistenza d’emergenza attiva nelle 24 oreconforme all’orientamento previsto dalle norme di riorganizzazione dei servizi.
Impatto sulla rete territoriale e numeri della provincia
La peculiarità della provincia è che ospita due Spdc distanti meno di 30 chilometri l’uno dall’altro per una popolazione di poco più di 300.000 abitanti. Questa sovrapposizione, spiega De Febis, non ha risolto un’altra lacuna: la carenza di un reparto dedicato alla post-acuzie psichiatrica. Per anni molti pazienti, terminata la fase acuta, sono stati trasferiti in strutture extraregionali, con disagi per le famiglie e costi elevati per il servizio sanitario pubblico.
A Giulianova rimangono servizi territoriali e l’impegno per il post-acuzie
La Asl di Teramo ha precisato che sul territorio di Giulianova continueranno a operare centri fondamentali come il Centro di salute mentaleil Centro diurno nell’ex Gualandi e il Centro Alzheimer al bivio Bellocchio. Inoltre è prevista la realizzazione di una struttura dedicata alla riabilitazione psichiatrica post-acuzie e il potenziamento delle attività semiresidenziali, passaggi considerati decisivi per evitare una riduzione dell’offerta assistenziale.
Scadenza e condizione per valutare il potenziamento
Il punto di svolta indicato da sindacato e azienda è l’attivazione del nuovo reparto post-acuzie a Giulianova: solo con l’apertura, prevista “entro il 1° ottobre 2026“, si potrà affermare che la riorganizzazione rappresenta un potenziamento effettivo della rete territoriale di salute mentale e non una riduzione dell’offerta assistenziale. Questa condizione temporale è posta a garanzia del mantenimento dei livelli di cura.
L’attenzione riguarda anche il personale: De Febis sottolinea che “particolare attenzione dovrà essere riservata ai lavoratori coinvolti“, molti dei quali hanno già sostenuto numerose riorganizzazioni e trasferimenti temporanei tra i presidi di Teramo e Giulianova. La tutela degli operatori viene considerata essenziale per assicurare continuità e qualità delle prestazioni.
Reazioni istituzionali e principi guida nella valutazione delle scelte
Il direttore generale dell’ASL di TeramoMaurizio Di Giosia, ha ribadito che la riallocazione non comporterà una riduzione dell’assistenza e che non ci sarà “nessun taglio ai servizi“; l’operazione rientra nella riorganizzazione prevista dal quadro normativo che incide sulla collocazione dei servizi psichiatrici nei presidi con Dea di primo livello. Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Domenico De Berardis, ha definito l’intervento come il primo passo verso una rete più capillare e di qualità.
Il confronto pubblico richiesto dal sindacato poggia su un principio forte, sintetizzato nella dichiarazione che “le scelte sanitarie devono essere valutate esclusivamente sulla base della qualità dei servizi” e sulla capacità di rispondere ai bisogni delle persone, superando logiche di appartenenza politica o di campanilismo territoriale. Resta aperta la discussione sulle garanzie temporali e organizzative finché non saranno completati i passaggi tecnici e amministrativi richiesti.


