Un’operazione senza precedenti ha portato al sequestro di 560 milioni di euro di crediti fiscali illegittimi, legati a presunti lavori di riqualificazione edilizia mai realizzati. I Finanzieri del comando provinciale di Siracusasu disposizione della Procura Aretuseahanno smantellato un sofisticato sistema criminale che operava in tutta Italia.
L’indagine, condotta con il supporto del nucleo speciale Tutela entrate e repressione Frodi fiscali di Roma e del settore Contrasto illeciti dell’Agenzia delle entrateha portato all’identificazione di 12 indagati per associazione per delinquere, truffa aggravata allo Stato, riciclaggio e autoriciclaggio, e false fatturazioni.
Un sistema criminale con ramificazioni nazionali
Le indagini hanno rivelato un’organizzazione criminale che operava in 13 province italianetra cui Bergamo, Como, Macerata, Messina, Padova e Pavia. Il gruppo avrebbe utilizzato i dati di 22 condomini su cui erano in corso o già realizzati lavori di riqualificazione edilizia, senza il consenso degli amministratori e dei proprietari.
Secondo la ricostruzione, il sodalizio criminale era guidato da alcuni professionisti operanti in Lombardiaincaricati di reperire prestanome per intestare formalmente le società coinvolte. Questo meccanismo avrebbe permesso di attribuire eventuali responsabilità penali a soggetti terzi.
Il ruolo chiave dei professionisti della provincia di Chieti
L’anello esecutivo del sistema criminale sarebbe stato individuato in due professionisti della provincia di Chietiabilitati ad accedere alla piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle entrate. Questi professionisti, dietro compenso per ciascuna pratica inserita, avrebbero trasmesso oltre 2.000 comunicazionigenerando crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori.
L’intervento decisivo della Procura di Siracusa
La Procura di Siracusa ha emesso 5 decreti di sequestro preventivo d’urgenzaconvalidati dal Gip, bloccando telematicamente l’Agenzia delle entrate. Questo intervento ha evitato che centinaia di milioni di euro venissero dispersi irreversibilmente nel circuito delle cessioni.
L’operazione ha portato alla luce un sistema criminale complesso e ben organizzato, che sfruttava le agevolazioni fiscali per truffare lo Stato. Le indagini continuano per identificare tutti i responsabili e recuperare i fondi illecitamente ottenuti.


