22 Giugno 2026 ☀ 19°

Ricerche sul Trigno, la guardia costiera scandaglia la foce per trovare l’auto dispersa

Da 2 aprile le ricerche di Domenico Racanati, disperso nel crollo del ponte del Trigno, continuano con la Guardia costiera che analizza i fondali alla foce usando reparti subacquei e metal detector

Ricerche sul Trigno, la guardia costiera scandaglia la foce per trovare l’auto dispersa

Le operazioni per ritrovare Domenico Racanati, il pescatore originario di Bisceglie scomparso dopo il cedimento del ponte sul Trigno, non si fermano. Dal 2 aprile i soccorritori hanno scandagliato il corso d’acqua e l’area marina prospiciente senza riuscire a mettere in conto la presenza dell’autovettura segnalata come possibile coinvolta nell’incidente. Le attività più recenti, riavviate in giorni successivi all’evento e riportate in più segnalazioni, hanno visto la partecipazione di reparti specialistici della Guardia costiera coordinati dalla capitaneria di porto di Termoli.

Le operazioni in acqua: tecnologie e modalità

Gli interventi si concentrano soprattutto nei pressi della foce del Trigno, in punti dove il fondale è meno profondo e può trattenere detriti trascinati dalla corrente. Le squadre usano reparti subacquei e strumenti come il metal detector per scandagliare il letto del fiume e l’area marina adiacente; negli ultimi giorni l’attività è stata intensificata, con lunghe immersioni e rilievi sonar. L’impiego di queste tecnologie risponde all’esigenza di individuare oggetti metallici che possano corrispondere alla Fiat Bravo segnalata dalla famiglia, una vettura color champagne con targa DH870PB.

Limiti operativi e condizioni ambientali

Le ricerche sono complicate da fattori naturali: correnti forti, acque torbide e detriti trasportati dall’esondazione rendono difficile la localizzazione precisa di un mezzo sommerso. I soccorritori devono inoltre valutare la sicurezza delle immersioni e l’efficacia degli strumenti in contesti con visibilità ridotta. Per questo motivo vengono svolti rilievi ripetuti e con modalità differenti, alternando ispezioni subacquee a passaggi con rilevatori magnetici lungo i tratti più accessibili della foce.

L’indagine giudiziaria e lo stato del viadotto

Parallelamente alle ricerche, la Procura di Larino ha aperto un fascicolo che ipotizza il crollo colposo e, in caso di conferma del coinvolgimento dell’auto dispersa, potrebbe valutare un’aggravamento delle accuse fino a un’ipotesi di omicidio colposo. Il troncone collassato del viadotto è sotto sequestro e gli accertamenti tecnici sono in corso per stabilire le cause esatte del cedimento: si indaga se il collasso sia riconducibile esclusivamente alla forza della piena o se vi fossero condizioni strutturali pregresse.

Accertamenti tecnici e interlocuzioni istituzionali

Le verifiche prevedono rilievi sulle fondazioni, analisi dei materiali e ricostruzioni della dinamica del cedimento. Enti come Anas e i tecnici comunali collaborano con le forze dell’ordine per raccogliere elementi utili alle indagini. Nel frattempo, si mantengono misure cautelari sulla viabilità e sulle infrastrutture vicine fino a esiti più definitivi degli accertamenti, per proteggere la popolazione e i lavoratori impegnati nelle ispezioni.

Impatto sul territorio e pressione della famiglia

Il crollo del ponte sulla statale 16 ha alterato i collegamenti tra Molise e Abruzzo, costringendo residenti e pendolari a percorsi alternativi e provocando disagi per servizi essenziali. Le amministrazioni locali hanno adottato ordinanze di chiusura e deviato i flussi di traffico per ragioni di sicurezza, mentre i cittadini si sono trovati a fare i conti con ritardi e percorsi più lunghi. Per la comunità si è trattato di un’immediata frattura della rete viaria che ancora oggi produce conseguenze pratiche e sociali.

La richiesta di verità dalla famiglia e l’attenzione politica

La famiglia di Racanati continua a chiedere risposte e a sollecitare l’accelerazione delle ricerche e delle indagini. Nei giorni scorsi la vicenda è stata portata in sede parlamentare con un’interrogazione indirizzata ai ministri competenti, per sollecitare un intervento e un maggiore coordinamento delle operazioni di ricerca. La richiesta è chiara: conoscere la verità su quanto accaduto e ottenere tutte le informazioni necessarie sullo stato del ponte e sugli esiti delle attività investigative.

Fino a quando non saranno trovati riscontri concreti sul destino dell’automobile e del suo possibile occupante, le ricerche proseguiranno con lo stesso impegno e con un approccio multidisciplinare che mette insieme forze dell’ordine, tecnici e reparti specializzati. L’area rimane sotto attenzione continua, nella speranza che i prossimi rilievi possano fornire elementi utili a ricostruire gli ultimi momenti prima del cedimento del viadotto e a chiudere con certezza questa vicenda dolorosa per la famiglia e per le comunità coinvolte.

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