La giornata istituzionale della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, in Abruzzo si è svolta il 11 giugno 2026 con tappe a Vasto e ad Atessa. Alle 11:30 la ministra è arrivata alla Casa di accoglienza Genova Rullistruttura che ospita da novembre i tre figli di Nathan Trevallion e catherine birmingham, la coppia anglo-australiana rimasta coinvolta in un provvedimento che ha sospeso la responsabilità genitoriale deciso dal Tribunale dei minori. La visita, pensata come un momento di ascolto, è stata seguita da un incontro con il personale sanitario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Atessadiretto da Riccardo Alessandrelli.
Roccella a Vasto: fiducia nel sistema affido e incontro con i responsabili
Al termine della permanenza nella casa famiglia di Vasto la ministra ha sintetizzato le ragioni della sua visita con un appello pubblico: “Vogliamo ricreare un clima di fiducia nel confronti del sistema affido“. L’obiettivo dichiarato è stato ribadire che il sistema di affido rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela dei minori, nonostante negli ultimi tempi si sia registrata, anche a causa del caso dei bambini Trevallion, una crescente sfiducia verso le procedure e gli operatori coinvolti. Durante la sosta alla struttura, durata un paio d’ore, Roccella ha preferito confrontarsi con i responsabili della casa piuttosto che incontrare i minori ospiti, per concentrare l’attenzione sulle prassi e sulle tutele offerte dalla struttura stessa.
Ragioni della scelta di non incontrare i bambini
La ministra ha chiarito i limiti del suo intervento pubblico: “Non ho visto i bambini, non sono qui per entrare nel caso“. Con queste parole ha voluto separare il ruolo istituzionale di verifica e ascolto dalla fase giudiziaria che riguarda il provvedimento del Tribunale dei minori. In coerenza con questa impostazione ha ribadito: “Non ho voluto vedere i bimbi nè i genitori“, specificando la volontà di non interferire nelle dinamiche processuali né nelle decisioni giudiziarie, ma piuttosto di raccogliere elementi sul funzionamento dei servizi che operano a tutela dei minori.
Visita al reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Atessa
Dalla casa famiglia la ministra si è recata all’ospedale di Atessa per un confronto con il reparto di Neuropsichiatria infantilediretto dal medico Riccardo Alessandrelli. L’incontro con gli operatori sanitari è stato finalizzato a mettere in luce gli aspetti assistenziali e terapeutici che affiancano le azioni sociali e giudiziarie nei casi complessi che riguardano i minori. Durante l’incontro la ministra ha voluto sollecitare una riflessione condivisa sui punti critici emersi con particolare evidenza nel caso citato, senza entrare nel merito delle singole scelte processuali.
Il ruolo dei servizi sociali secondo la ministra
Nel corso della giornata Roccella ha insistito sul ruolo di sostegno che devono garantire le strutture pubbliche e private: “I servizi sociali servono a sostenere le famiglie, a sostenere le situazioni di difficoltà“, ha affermato, sottolineando come l’intervento degli operatori sia pensato per accompagnare e tutelare i minori e le famiglie in condizioni critiche. Questo richiamo mette al centro la funzione primaria dei servizi: prevenire, assistere e favorire percorsi di protezione nell’interesse dei bambini.
La scelta di visitare sia la Casa di accoglienza Genova Rulli a Vasto che il reparto dell’ospedale di Atessa testimonia l’intenzione della ministra di confrontarsi con le realtà operative sul territorio abruzzese e di porre l’accento sulla necessità di ricostruire fiducia attorno al sistema di affido. Le dichiarazioni rilasciate durante la giornata inscrivono la missione in un percorso che combina verifica, ascolto degli operatori e richiamo alla centralità della tutela minorile, senza sovrapporsi alle competenze giudiziarie che seguono i singoli casi.


