La vicenda di Catherine e dei suoi tre figli continua a evolversi, con segnali positivi che lasciano intravedere la possibilità di un ricongiungimento familiare. I bambini, ospitati da circa sei mesi in una casa famiglia di Vasto, hanno recentemente incontrato la madre in un luogo neutro, segnando un passo importante nel processo di riavvicinamento.
Il 6 marzo scorso, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva disposto l’allontanamento di Catherine dalla comunità in cui viveva con i suoi figli. Da allora, i contatti si sono svolti inizialmente attraverso videochiamate, per poi evolvere in incontri protetti. Ieri, Catherine ha rivisto i suoi figli in una struttura della Asl a Gissi, un incontro descritto come positivo dalla consulente di parte Martina Aiello.
Gli incontri protetti e i progressi recenti
Gli incontri tra Catherine e i suoi figli, inizialmente settimanali, sono destinati a essere incrementati. Secondo Martina Aiello, i bambini hanno mostrato affettuosità nei confronti della madre e continuano a chiedere quando torneranno a casa. Il nuovo difensore dei coniugi Trevallion Birmingham, l’avvocato Simone Pillon, ha avuto un confronto con la tutrice legale Maria Luisa Palladino, la curatrice speciale Marika Bolognese, l’assistente sociale Veruska D’Angelo e i rappresentanti della comunità di Vasto.
Tra le questioni affrontate anche l’istruzione dei minoritema sul quale, secondo il legale, è possibile trovare una soluzione che rispetti i diritti dei bambini alla relazione, alla socializzazione e i diritti dei genitori. Pillon descrive il confronto tra le parti come costruttivo, con l’obiettivo di superare le incomprensioni e lavorare nell’interesse dei minori.
L’incremento dei tempi di incontro
Grazie al confronto tra le parti, i tempi di permanenza della madre con i figli sono passati da uno a due giorni settimanali, mentre restano invariati i contatti quotidiani con il padre Nathan. L’avvocato Pillon depositerà nei prossimi giorni un’istanza al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, chiedendo anche la fissazione di un’udienza. Entro la fine di giugno è attesa una decisione in merito al ricongiungimento familiare.
“Per ben tre volte la Ctu scrive che è opportuno un precoce e auspicabile rientro a casa dei minori”, afferma Pillon. “E, su questo punto, noi concordiamo completamente. Quindi, pensiamo che sia giunto il momento di riportare i bambini a casa il prima possibile.”
Le prospettive future e le dichiarazioni delle parti coinvolte
Da un mese, Catherine può fare anche due videochiamate a settimana, mentre il padre Nathan può incontrare i figli tutti i giorni. A breve sarà chiusa l’ultima versione della perizia psichiatrica, un passaggio cruciale per la decisione finale. “L’incontro è stato positivo”, ha dichiarato Martina Aiello, sottolineando l’affettuosità mostrata dai bambini nei confronti della madre.
Il clima di collaborazione tra le parti coinvolte è stato descritto come franco e costruttivo, con l’obiettivo di lavorare nell’interesse dei minori. “Ringrazio personalmente le operatrici del servizio, la direttrice della casa famiglia e la collega della tutela per la disponibilità dimostrata”, ha aggiunto Pillon. “Riteniamo si tratti di un passo importante nella direzione del rientro, e sono sicuro che i bambini ne trarranno un grande beneficio.”


