22 Giugno 2026 ☀ 19°

Mozi one a Castel di Sangro per calmierare i canoni e incentivare il lungo termine

La mozione di Comunità Castellana, firmata da Ladislao Bezpalko, punta a contrastare l'aumento dei canoni nel centro Altosangrino attraverso una commissione consiliare e l'attivazione dell'accordo territoriale previsto dalla legge. Il testo indica numeri concreti sui redditi e propone incentivi fiscali per chi sceglie il contratto a canone concordato.

Mozi one a Castel di Sangro per calmierare i canoni e incentivare il lungo termine

Nel centro Altosangrino di Castel di Sangro una mozione presentata dal gruppo Comunità Castellana intende affrontare la pressione sul mercato abitativo locale. Il documento, di cui è primo firmatario il consigliere Ladislao Bezpalkoporta in aula una diagnosi che mette insieme dati sul reddito dei residenti e l’effetto delle locazioni brevi offerte da piattaforme come Airbnb e Booking. Il provvedimento sarà discusso nella seduta consiliare del 15 giugno, dopo l’annuncio formulato il 14 giugno.

La proposta sottolinea come il mix di stipendi contenuti e disponibilità immobiliare ridotta abbia ricadute concrete sui canoni di affitto a lungo termine, richiamando l’attenzione sulle conseguenze sociali e sulle opportunità normative da sfruttare a livello comunale. Nel testo si evidenzia la necessità di interventi rapidi e misurabili, sostenuti da un monitoraggio politico-amministrativo dedicato.

Dati economici e impatto degli affitti brevi su Castel di Sangro

Nel quadro presentato dalla mozione si cita il dato del Ministero dell’Economia e delle Finanzea Castel di Sangro risultano 2.035 persone con un reddito mensile inferiore a 1.000 euro. Questo elemento viene messo in relazione con la riduzione dell’offerta abitativa per i residenti a causa del boom delle piattaforme di locazione turistica come Airbnb e Booking. Come conseguenza, i canoni medi per le locazioni a lungo termine si collocano nella fascia tra 600 e 850 euro al mese, livelli che per molte famiglie risultano insostenibili.

La questione della sostenibilità economica per le famiglie

Il consigliere Ladislao Bezpalko sintetizza il problema con parole nette: “Destinare più della metà del proprio stipendio alla casa è impossibile” per chi percepisce fino a 1.000 euro al mese. La mozione interpreta questo dato come segnale di esclusione abitativa, affermando che “Il diritto all’abitare sta diventando un privilegio per pochi” e invocando misure concrete per ristabilire un equilibrio tra domanda residenziale e offerta immobiliare.

Misure previste dalla mozione: commissione e accordo per il canone concordato

Tra gli impegni formali della mozione c’è la richiesta al sindaco e alla Giunta di costituire, entro 30 giorniuna Commissione consiliare per le politiche della casa con funzioni di monitoraggio e natura consultiva, aperta anche ai rappresentanti della minoranza. L’obiettivo dichiarato è creare uno strumento istituzionale capace di raccogliere dati, elaborare proposte e seguire l’attuazione degli interventi concordati.

Accordo territoriale e quadro normativo citato

Il testo propone inoltre l’adozione di un Accordo Territoriale per il canone concordatomisura prevista dalla legge 431/1998 e dal decreto interministeriale del 16 gennaio 2017. Questo strumento stabilisce fasce di canone calmierato al di sotto dei livelli di mercato, con effetti sia sui proprietari sia sugli inquilini: per i proprietari si prospettano agevolazioni fiscali e amministrative; per gli inquilini si traduce in un affitto più accessibile e nella possibilità di usufruire delle detrazioni Irpef.

Incentivi concreti per favorire il passaggio al lungo termine

La mozione descrive gli stimoli previsti per convincere i proprietari a scegliere contratti a lungo termine. Sul piano fiscale viene indicata la riduzione della cedolare secca dal 21 al 10 per cento, oltre a possibili riduzioni o esenzioni dell’IMU. Sul piano amministrativo si segnala la semplificazione per chi opta per il canone concordato: minori oneri di comunicazione e registrazione e l’eliminazione dell’obbligo del CIN verso Regione, Comune e Prefettura, con una maggiore stabilità contrattuale e riduzione dei periodi di sfitto.

Secondo quanto indicato nella mozione, l’insieme di questi elementi può «restituire dignità abitativa ai cittadini e convenienza ai proprietari che scelgono il lungo termine». Il testo chiude con un appello politico rivolto alla maggioranza consiliare: “La maggioranza non si tiri indietro“. La discussione dell’atto è fissata per il 15 giugno nella seduta consiliare, dove saranno valutate le proposte e gli eventuali passaggi amministrativi per l’attivazione delle misure previste.

L'Aquila adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 9 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 22 Giugno