Due sorelle, di 16 e 12 anni, sono scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e la loro madre, Valentina D’Acuntoha reso pubblico un appello carico di emozione per tentare di entrare in contatto con loro. La donna, 39 anni, ha affidato il messaggio al proprio legale affinché raggiunga le figlie e chiunque possa fornire informazioni utili.
La vicenda è seguita dalle autorità giudiziarie: la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di sottrazione di minori mentre le ricerche continuano sul territorio tra Abruzzo e Basso Lazio. Gli elementi finora emersi delineano una fuga notturna senza telefoni e senza segni distintivi che possano facilitare l’identificazione.
Appello pubblico di Valentina D’Acunto
Attraverso il suo avvocato, Enrico Mastantuonola madre ha lanciato parole dirette alle figlie: «Alisya, Sarah, se state ascoltando queste parole, la cosa più importante per me è sapere che state bene». Nell’audio diffuso la donna appare in lacrime ma decisa a tranquillizzare: «La mamma non è arrabbiata» e chiede alle ragazze di mettersi in contatto perché «tutto si può sistemare, ma dobbiamo farlo insieme».
Il messaggio ribadisce il legame affettivo profondo: «La mamma vi aspetta, siete la mia vita»e si chiude con un appello urgente: «Vi prego, tornate. Fateci sapere che state bene». Queste parole costituiscono oggi uno dei principali stimoli alla diffusione delle ricerche e alla mobilitazione delle comunità locali.
Elementi verificati delle indagini e attività di ricerca
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le ragazze si sarebbero allontanate tra le 2 e le 5 del mattino di domenica 7 giugno, senza telefoni cellulari né altri oggetti che possano facilitarne l’individuazione. La vicenda è al centro di accertamenti coordinati dalla Procura di Sulmona e dal sostituto procuratore che ha aperto il fascicolo per sottrazione di minori.
Attività sul territorio e testimonianze
Per le ricerche sono stati impiegati anche unità cinofile specializzate in mantrailingche lavorano seguendo tracce olfattive. Nelle fasi investigative sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e in quella dei nonni materni, a valle della querela presentata dalla madre. Un’unica segnalazione di possibile avvistamento giunta giovedì non ha trovato riscontri dalle forze dell’ordine.
Le indagini mantengono attenzione su alcune località del Basso Lazioin particolare MinturnoScauri e Fondiaree da cui provengono le due ragazze. Il territorio è quindi al centro delle ricerche e delle verifiche, con pattugliamenti e controlli mirati.
Contesti familiari e informazioni già note
Dai dati raccolti emerge che le sorelle erano ospitate in struttura protetta a Civitella Alfedena dal 2026dopo un provvedimento che aveva sospeso la responsabilità genitoriale e che successivamente era stato revocato solo per il padre. La madre, che è originaria di Minturnoavrebbe saputo della scomparsa alle 12:45 di domenica 7 giugno, quando un militare dell’Arma si è presentato alla sua abitazione per chiederle se le figlie fossero con lei.
A poche ore dalla comunicazione ufficiale, la madre ha depositato una querela per sottrazione di minori. Sono stati eseguiti controlli e perquisizioni nei giorni successivi per raccogliere elementi utili a ricostruire movimenti e possibili contatti pregressi.
Dichiarazioni e particolari emersi
Oltre all’appello della madre, si è registrata la testimonianza del fidanzato di Alisya, la 16enne. Il ragazzo ha riferito agli inquirenti che la giovane era cambiata negli ultimi tempi, descrivendo una condizione in cui «era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo». Sempre nella stessa sede investigativa è emersa un’espressione che oggi viene citata con preoccupazione: «Hanno paura del buio»frase riportata durante gli accertamenti e che gli investigatori stanno considerando nel quadro complessivo delle attività.
Le autorità proseguono con le indagini, mentre la madre e i familiari mantengono vivo l’appello pubblico: «Fateci sapere che state bene». Ogni segnalazione utile è invitata a essere comunicata alle forze dell’ordine per contribuire alle ricerche e al ritrovamento delle due sorelle.


