Il Ministero della Giustizia ha formalizzato l’archiviazione dell’ispezione amministrativa aperta sul Tribunale per i minorenni dell’Aquila in relazione al caso noto come la «famiglia nel bosco». Con la nota ufficiale del 4 giugno 2026, via Arenula ha reso noto che, all’esito dell’accertamento, “non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”ribadendo inoltre che le decisioni di merito rientrano nell’ambito dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura e non costituiscono oggetto di valutazione del procedimento ispettivo.
Contesto e svolgimento dell’ispezione inviata il 17 marzo
L’iter ispettivo era stato disposto dopo l’invio, il 17 marzo, degli ispettori del Ministero, su impulso del Guardasigilli Carlo Nordio. L’intervento amministrativo aveva lo scopo di verificare eventuali responsabilità disciplinari connesse alla decisione del Tribunale dell’Aquila di sospendere la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e di disporre l’allontanamento dei loro tre figli in una struttura protetta distante dalla cosiddetta casa del bosco.
Secondo quanto emerso nel procedimento civile, il giudizio del Tribunale aveva ritenuto l’abitazione di Palmoli inadeguata rispetto alle esigenze dei minorenni, citando carenze sia sotto il profilo abitativo sia in termini di istruzione. L’ispezione ministeriale ha esaminato le procedure adottate e la documentazione del fascicolo, confrontando la condotta dei magistrati con le norme e le prassi vigenti.
Reazioni degli uffici giudiziari e dell’Associazione nazionale magistrati
Nel corso dell’istruttoria, la presidenza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila e la Procura locale avevano espresso preoccupazione per possibili “interferenze indebite” sull’indipendenza giurisdizionale. L’Associazione nazionale magistrati ha seguito la vicenda con attenzione e, con l’archiviazione, ha ribadito la propria vicinanza ai colleghi, sottolineando che in più occasioni i magistrati sono stati oggetto di sistematici attacchi per aver semplicemente fatto il proprio dovere.
La vicenda era stata alimentata anche da interventi politici e mediatici, tra cui alcune dichiarazioni che avevano parlato di presunte letture ideologiche nel lavoro giudiziario. In particolare, l’8 marzo era stata evocata questa critica pubblica, che aveva contribuito ad accendere il dibattito e a motivare l’attenzione del Ministero.
La nota ministeriale e la precisazione sulle decisioni di merito
La comunicazione ufficiale di via Arenula contiene anche la precisazione che “le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione”. Questa affermazione è centrale perché distingue tra la verifica di eventuali condotte disciplinarmente rilevanti e il rispetto del principio secondo cui le scelte giudiziarie sostanziali appartengono al dominio della giurisdizione.
Posizione dei legali e stato attuale del procedimento civile
L’avvocato che segue la famiglia interessata, l’ex senatore Simone Pillonha commentato l’archiviazione con una nota breve: “Prendiamo atto che non siano state rilevate irregolarità nel procedimento giudiziario in corso”. Sul piano del merito, lo stesso legale ha annunciato l’intenzione di presentare argomentazioni volte a dimostrare il mutato quadro fattuale e a sostenere il reinserimento dei minori presso la loro famiglia, auspicando di convincere il Tribunale per i minorenni dell’Aquila dell’opportunità del rientro nel superiore interesse dei bambini.
Dal punto di vista amministrativo, con l’archiviazione dell’ispezione non si avviano procedimenti disciplinari contro i magistrati coinvolti: il Ministero ha ritenuto che le procedure seguite abbiano rispettato le norme e non abbiano fatto emergere profili illeciti. Rimane, tuttavia, attivo il processo civile nel merito della tutela dei minori, che continuerà a essere gestito dagli uffici competenti secondo le valutazioni tecniche e giuridiche previste.
Impatto sul dibattito pubblico e istituzionale
La chiusura dell’ispezione potrebbe contribuire a ridurre la pressione politica e mediatica sul Tribunale dell’Aquila, almeno sul fronte disciplinare. Resta aperta la discussione sul contenuto delle decisioni giudiziarie e sulle modalità di tutela dei minori, temi che continuano a coinvolgere soggetti istituzionali e professionisti del settore, oltre alle parti processuali interessate.
In sintesi, l’atto formalizzato il 4 giugno 2026 segna la conclusione dell’accertamento amministrativo predisposto dopo l’invio degli ispettori il 17 marzo e dispone la non instaurazione di procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, confermando al contempo la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza giudiziaria nelle decisioni di merito.


