Il 118 è stato allertato dopo che il padre, Pietro Loffredo, ha notato un ematoma sul volto del figlio più piccolo mentre lo abbracciava. L’allarme ha portato il bambino al pronto soccorso dell’ ospedale di Lanciano dove è stato sottoposto a esami e successivamente ricoverato per approfondimenti.
La segnalazione proviene dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani che rappresentano Loffredo. La loro denuncia si inserisce in un contesto già delicato: i tre bambini, prelevati circa un mese fa dall’abitazione di Loffredo a Lanciano (contrada Iconicella), erano stati affidati a una casa famiglia per motivi legati alle condizioni abitative e a valutazioni psicologiche. La decisione è stata confermata dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila che ha poi riservato di pronunciarsi sulle istanze dei genitori per il ritorno immediato dei minori.
Emergenza medica a Lanciano: il ricovero del minore
L’evento più recente, avvenuto il 22 luglio 2026, ha visto il piccolo vittima di un ematoma di origine ancora da accertare. I genitori hanno chiesto una verifica pediatrica immediata l’acquisizione dei documenti sanitari e una chiara spiegazione da parte della struttura ospedaliera sul mancato avviso ai genitori. La mancanza di comunicazione è considerata una violazione dei diritti della famiglia, soprattutto in un caso dove la salute del minore è al centro della discussione.
Procedura legale e richieste degli avvocati Pisani
Gli avvocati Pisani hanno citato esplicitamente l’ ordinanza della Cassazione n. 23759 del 22 luglio 2026 sottolineando che le misure limitative devono basarsi su elementi concreti di pregiudizio. La sentenza impone che le alternative meno invasive siano valutate per prime e che l’ affidamento fuori famiglia abbia una durata determinata, collegata a programmi di recupero familiare. Secondo i legali, una permanenza indefinita “trasforma i bambini in prigionia e condanna i genitori”.
Richiamo alla sentenza della Cassazione n. 23759/2026
Il richiamo alla decisione della Cassazione serve a sostenere la richiesta di un rapido ricongiungimento. Gli avvocati hanno presentato istanze davanti alla Corte d’appello dell’Aquila chiedendo l’applicazione immediata dei principi enunciati nella sentenza. Parallelamente, è stata anticipata una possibile azione presso la Corte europea dei diritti dell’uomo qualora i tribunali nazionali non garantiscano una risposta tempestiva. “Questa famiglia non può attendere l’irreparabile”, hanno dichiarato, evidenziando l’urgenza della situazione.
Il contesto familiare e le decisioni dei tribunali
I tre bambini provengono da una famiglia segnata da una tragedia: il padre di Fortuna, la bambina uccisa a Caivano (Napoli) nel 2014, è Pietro Loffredo. Dopo il trasferimento a Lanciano, le autorità hanno ritenuto necessario allontanare i minori dalla casa per “condizioni abitative inadeguate” e per “valutazioni psicologiche”. Il Tribunale dei minorenni dell’Aquila ha convalidato il provvedimento, ma ha mantenuto la possibilità di una revisione sulla base delle richieste dei genitori. La disputa attuale mette in luce la tensione tra la protezione dei minori e il diritto dei genitori a mantenere la famiglia intatta.



