22 Giugno 2026 ☀ 19°

CaseMatte: stop alla corrente nell’area dell’ex ospedale di Collemaggio

CaseMatte segnala il taglio della corrente nell'area dell'ex ospedale di Collemaggio: l'associazione parla di abbandono, mancata concessione del comodato d'uso e assenza di confronto sul futuro del Parco della Luna

CaseMatte: stop alla corrente nell’area dell’ex ospedale di Collemaggio

Negli ultimi giorni CaseMatte, lo spazio autogestito nato nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’L’Aquila, ha reso pubblico il fatto che la grande porzione di parco che ospita le sue attività è stata lasciata al buio a seguito del distacco della corrente elettrica. L’associazione, attiva da diciassette anni, parla di un intervento avvenuto «senza alcun preavviso e senza alcuna comunicazione», sostenendo che tale scelta abbia aggravato il senso di abbandono e fragilità in una zona già segnata da anni di trascuratezza.

Nel comunicato diffuso, CaseMatte ricostruisce anche il quadro amministrativo e relazionale: dopo un lungo percorso giudiziario che avrebbe stabilito l’assenza di un’occupazione abusiva, le richieste formali di comodato d’uso rivolte alla ASL, proprietaria dell’area, non avrebbero ottenuto riscontro favorevole. Allo stesso tempo l’associazione ricorda l’esito del Consiglio comunale straordinario di dicembre 2026, dove era stata chiesta l’apertura di un tavolo condiviso per discutere il futuro del progetto Parco della Luna, richiesta che secondo CaseMatte non sarebbe stata seguita da un confronto concreto.

Le rivendicazioni di CaseMatte e il contesto amministrativo

Il collettivo sottolinea che, nonostante il riconoscimento giuridico che escluderebbe la definizione di occupazione abusiva, permangono criticità nei rapporti con la proprietà dell’area e con l’ente locale. CaseMatte contesta la mancata concessione del comodato d’uso da parte della ASL, evidenziando una disparità di trattamento rispetto ad altre realtà presenti nell’ex ospedale. La nota ricorda inoltre di aver presentato un ordine del giorno per costruire una destinazione d’uso condivisa del parco, sottolineando che le risposte ricevute sono state «poche e vaghe» invece di avviare un reale tavolo di lavoro.

Il richiamo al Consiglio comunale di dicembre 2026

Durante il Consiglio comunale straordinario di dicembre 2026, spiega CaseMatte, era stata posta la questione della necessità di un confronto partecipato per il rilancio del Parco della Luna. L’associazione lamenta che, nonostante la partecipazione cittadina e la presenza della dirigenza della ASL, non si sono tradotte in iniziative concrete e collaborative. Per il collettivo questo rappresenta un elemento di frustrazione: una richiesta di dialogo pubblico che rimane sostanzialmente inascoltata.

Dal distacco della corrente alle preoccupazioni per la sicurezza

Il punto di svolta denunciato da CaseMatte è stato il taglio dell’energia, operazione descritta come improvvisa e non comunicata. Per l’associazione, spegnere l’illuminazione in una vasta area significa aumentare il rischio e l’insicurezza in un luogo che già soffre di mancati interventi di manutenzione e riqualificazione. In questo senso viene ribadito come l’azione della ASL appaia contraddittoria: da un lato la narrazione pubblica che giustifica controlli e presidi, dall’altro la possibilità di lasciare il parco privo di luce.

Impatto sulle attività e sulla comunità

Nonostante il disagio creato dal distacco, CaseMatte conferma la volontà di proseguire le iniziative in regime di autogestione e autofinanziamento. L’associazione invita cittadini, collettivi e altre realtà che frequentano lo spazio a partecipare agli appuntamenti in corso e a proporne di nuovi, ribadendo che lo spazio non è solo fisico ma rappresenta un ideale di società alternativa. Nel comunicato si fa appello alla solidarietà locale e alla capacità di trasformare il disagio in nuove occasioni di socialità e cultura.

Le accuse di campagna e la posizione politica del collettivo

Nel documento pubblicato da CaseMatte viene anche denunciata una campagna denigratoria che, secondo l’associazione, si sarebbe intensificata in seguito all’esposizione pubblica del collettivo su temi internazionali e politici. Pur non entrando nel merito delle responsabilità, il gruppo manifesta la convinzione che motivazioni politiche e ideologiche abbiano influito sul trattamento riservato allo spazio, contribuendo a una narrativa ostile che precede e accompagna le recenti decisioni amministrative.

Verso il futuro: proposte e richieste

CaseMatte chiede che venga riaperto un canale di dialogo con le istituzioni, che si definisca con chiarezza la destinazione del Parco della Luna e che vengano garantite le condizioni minime di sicurezza e accessibilità. L’associazione ribadisce la propria disponibilità a contribuire in modo costruttivo, sollecitando la riattivazione del confronto pubblico e la valutazione di soluzioni di gestione condivisa, senza rinunciare alla propria autonomia e al ruolo di presidio sociale che da anni anima quello spazio.

In chiusura, CaseMatte conferma la prosecuzione delle proprie attività nonostante le difficoltà, invitando la cittadinanza a sostenere e partecipare alle iniziative programmate. La vicenda resta aperta: sul tavolo rimangono la richiesta di comodato d’uso, il tema della luce nel parco e la necessità di trasformare l’abbandono in opportunità di rigenerazione collettiva.

L'Aquila adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 9 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 22 Giugno