La controversia nota come famiglia del bosco è diventata un caso emblematico che intreccia questioni di diritto minorile, autonomia educativa e intervento delle istituzioni. Nathan e Catherine, i genitori coinvolti, hanno presentato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila e alla Corte d’Appello una memoria che definisce il loro stile di vita e il progetto educativo, spiegando le ragioni che li hanno portati a stabilirsi in Italia e a praticare un modello di vita alternativo.
La vicenda ha preso ulteriori sviluppi dopo un episodio di intossicazione da funghi che ha sollevato l’allerta dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, portando allo spostamento dei tre bambini in una casa famiglia a Vasto e alla sospensione della responsabilità genitoriale. Accanto agli aspetti giudiziari si sono sovrapposte verifiche amministrative, prese di posizione di ordini professionali e manifestazioni di solidarietà.
La versione dei genitori e il loro progetto educativo
Nella memoria depositata i coniugi Trevallion Birmingham descrivono un percorso educativo costruito in modo intenzionale, con frequenti occasioni di socializzazione e con il coinvolgimento di adulti di riferimento presenti nella comunità locale. Sottolineano il ricorso costante al sistema sanitario italiano e il rapporto continuativo con il pediatra di fiducia, respingendo qualsiasi accusa di negligenza sanitaria. Il documento insiste sulla scelta dell’istruzione parentale come modalità legittima di assolvimento dell’obbligo scolastico e sulla convinzione che la loro casa sia stata un ambiente protettivo e stimolante per lo sviluppo dei figli.
Rete sociale e pratiche quotidiane
I genitori dettagliano attività quotidiane che includono visite settimanali con amici e i loro figli, commissioni in centri urbani come San Salvo, frequenza della biblioteca e dei parchi pubblici, oltre a rapporti regolari con vicini e famiglie del luogo. Nel loro racconto il ruolo dei fratelli è centrale come palestra di relazioni e apprendimento emotivo, e citano studi che valorizzano la presenza fraterna come fattore di problem solving e negoziazione emotiva. Per i coniugi, queste pratiche si inseriscono nel tessuto familiare tipico del contesto culturale scelto.
Gli atti delle autorità e le perizie
Sul fronte istituzionale, il Tribunale per i minorenni ha disposto la temporanea collocazione dei minori in struttura protetta e la sospensione della responsabilità genitoriale, decisione che ha dato avvio a controlli più ampi. La perizia della CTU, firmata da Simona Ceccoli, è stata oggetto di critiche dai consulenti della difesa, che hanno sollevato contestazioni tecniche e culturali. Lo psichiatra Tonino Cantelmi ha denunciato numerose criticità nella perizia, parlando di possibile bias culturale nei confronti dello stile di vita dei genitori, mentre l’équipe di neuropsichiatria infantile era pervenuta in precedenza a valutazioni favorevoli sul ruolo genitoriale.
Ispezione ministeriale e reazioni istituzionali
L’intervento del ministero della Giustizia, che ha avviato un’ispezione sul Tribunale dell’Aquila, ha suscitato repliche e preoccupazioni. L’Associazione nazionale magistrati ha espresso timori riguardo a possibili interferenze e ha chiesto chiarimenti al Consiglio superiore della magistratura; la presidente del Tribunale, Nicoletta Orlandi, ha formalmente sollevato quesiti sul perimetro e sulle modalità dell’ispezione, segnalando richieste di monitoraggio degli atti del procedimento che potrebbero incidere sull’autonomia giudiziaria.
Proteste, soluzioni abitative e prospettive
All’esterno del contesto giudiziario, si sono mobilitati gruppi di volontari e legali a sostegno della famiglia, con presìdi davanti al Tribunale e manifestazioni pacifiche coordinate dagli avvocati Edoardo Polacco e Raffaele Pellegrino. Sul piano pratico, l’avvocato Simone Pillon ha annunciato la progettazione di una nuova ecostruttura in legno a Palmoli, che dovrebbe sostituire il casolare giudicato inadeguato entro sei mesi, mentre i genitori nel frattempo occuperanno un alloggio fornito dal Comune. In un incontro protetto la madre ha potuto rivedere i figli, che le avrebbero chiesto quando potranno tornare dai loro animali, immagine che ha riacceso il dibattito pubblico intorno al bilancio tra tutela dei minori e preservazione dei legami familiari.



