Un breve tratto pedonale che collega via Mazzini con viale Italico e la spiaggia libera di Forte dei Marmi era stato chiuso da un cancello impiantato da un privato, privando cittadini e turisti di un accesso storico al mare. Dopo la segnalazione di Italia Nostra Versilia il Comune ha avviato verifiche tecniche e giuridiche e il sindaco Bruno Murzi ha emesso un provvedimento per la rimozione del manufatto. L’episodio ha riacceso il dibattito sul diritto di accesso al demanio marittimo e sulla responsabilità delle istituzioni locali nel difendere le servitù pubbliche.
Nel giro di poche ore dall’intervento dell’associazione di tutela del territorio, l’amministrazione comunale ha formalizzato un ordine che imponeva ai proprietari dell’area di sgomberare il cancello e le fondazioni in cemento in un termine di cinque giorni, con la minaccia di intervento sostitutivo a carico dei privati qualora non avessero ottemperato. La misura adottata dal sindaco si è appoggiata sulla figura amministrativa dell’ordinanza contingibile e urgente strumento previsto per affrontare situazioni che richiedono interventi immediati per la tutela del pubblico interesse.
L’ordinanza del sindaco Murzi e la tutela dell’accesso al mare
Il Comune ha motivato l’atto ricordando che il libero accesso al mare e la conservazione delle servitù pubbliche sono beni inalienabili per la comunità. L’utilizzo dell’articolo 54 del Testo Unico degli enti locali ha permesso di aggirare le procedure ordinarie, quando la necessità di intervenire tempestivamente è chiara: proteggere i passaggi storici, mettere in sicurezza spazi pubblici o eliminare ostacoli che compromettono diritti collettivi. L’ordinanza, per essere legittima, è stata accompagnata da pareri tecnici e legali interni al Comune, che hanno certificato la gravità e l’inderogabilità dell’intervento.
Tempistica e risultato pratico
Il provvedimento richiedeva la rimozione del cancello e delle relative fondazioni entro cinque giorni; in risposta, il cancello è stato lasciato aperto e i montanti sono rimasti sul posto, mentre la struttura portante è stata temporaneamente disattivata. L’effetto immediato è stato il ripristino dell’accesso pedonale alla spiaggia libera, con i frequentatori del litorale che hanno potuto tornare a utilizzare la scorciatoia storica. L’intervento ha inoltre lanciato un segnale ai cittadini sull’efficacia di segnalare abusi e sull’impegno dell’amministrazione a difesa delle servitù.
Segnalazioni analoghe in Versilia e il caso dei tornelli a Livorno
L’episodio di Forte dei Marmi non è isolato: Italia Nostra ha già avviato un’indagine lungo il litorale per individuare altri passi a mare occupati indebitamente da cancelli o strutture private, citando come esempio un cancello comparso lungo la spalletta del fiume Fossa dell’Abate a Viareggio. In quel tratto, la presenza di un cartello che indica il demanio marittimo rende la situazione particolarmente sottoposta a verifica: se dovesse emergere un’occupazione illecita, le amministrazioni possono adottare analoghi provvedimenti di rimozione.
Contemporaneamente, la questione dell’accesso pubblico alle spiagge è tornata sotto i riflettori per altri episodi, come il dibattito sui tornelli installati in alcuni stabilimenti a Livorno. In quella città alcune iniziative hanno suscitato proteste e richieste di intervento da parte di cittadini e associazioni, che sottolineano come l’uso di barriere fisiche o sistemi di controllo possa tradursi in una limitazione dell’accessibilità al mare. Le amministrazioni locali restano chiamate a bilanciare i diritti delle concessioni con la tutela del dominio pubblico.
L’azione a Forte dei Marmi è stata accolta con soddisfazione da chi difende la fruizione collettiva della costa e usata come esempio per sollecitare segnali analoghi in altri Comuni della regione. L’episodio mette in evidenza l’importanza delle segnalazioni civiche, il ruolo delle associazioni ambientaliste nel monitoraggio del territorio e la funzione del sindaco come primo responsabile della tutela degli spazi pubblici, a patto che gli atti amministrativi siano sostenuti da adeguati pareri tecnici e legali.



