22 Giugno 2026 ☀ 19°

Ordinanza in Abruzzo: stop alle attività all’aperto nelle ore di punta del sole

La Regione Abruzzo, con il presidente Marco Marsilio e tre assessori, ha disposto restrizioni per chi lavora all'aperto: il divieto vale dalle 12.30 alle 16 fino al 31 agosto nei casi di rischio elevato; alcune categorie sono escluse ma devono adottare misure per ridurre l'esposizione

Ordinanza in Abruzzo: stop alle attività all’aperto nelle ore di punta del sole

La Regione Abruzzo ha adottato un’ordinanza regionale destinata a proteggere i lavoratori esposti al sole durante le ore più calde del giorno. Il provvedimento è stato firmato dal presidente Marco Marsilio e sottoscritto dagli assessori competenti: Nicoletta Verì per la Salute, Tiziana Magnacca per il Lavoro e Emanuele Imprudente per l’Agricoltura. L’obiettivo dichiarato è ridurre i rischi legati all’esposizione prolungata alle alte temperature per chi svolge attività all’aperto.

Nel testo dell’ordinanza è riportata in modo chiaro la finestra oraria interessata e la durata temporale dell’intervento: “a decorrere dalla data odierna e fino al 31 agosto prossimo,” “è vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole,” “dalle ore 12.30 alle ore 16,” sulle aree regionali interessate dalle attività agricole, florovivaistiche e nei cantieri edili e affini. Il divieto, però, non è automatico ogni giorno ma si attiva in base agli indicatori del rischio meteorologico.

Quando scatta il divieto e a chi si applica

La normativa precisa che la misura entra in vigore esclusivamente “nei soli giorni in cui i segnali presenti nella mappa del rischio superano un livello classificato come alto“. In pratica, solo quando gli strumenti di monitoraggio segnalano condizioni di pericolo elevate per la salute legate al calore il divieto viene imposto. Le aree interessate comprendono i terreni e i luoghi di lavoro di comparti specifici: settore agricoloflorovivaistico e i cantieri edili e affini, sull’intero territorio regionale.

Accordi aziendali e deroghe migliorative

La Regione ha previsto che restino validi eventuali accordi aziendali sottoscritti con le organizzazioni sindacali qualora questi risultino migliorativi rispetto all’ordinanza e non ne contrastino le disposizioni. Si tratta quindi di un meccanismo che consente alle imprese e ai sindacati di definire misure di tutela più stringenti, preservando la tutela della salute dei lavoratori senza vanificare la finalità del provvedimento.

Esenzioni previste e misure alternative

La Regione specifica che le prescrizioni non si applicano ad alcune categorie di soggetti pubblici e a interventi di pubblica utilità: sono esclusi dal divieto le pubbliche amministrazionii concessionari di pubblico servizio e i loro appaltatori quando svolgono servizi essenziali. Sono inoltre previste eccezioni per attività legate a interventi di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità.

Per le attività escluse dal divieto l’ordinanza impone comunque di mettere in campo adeguate misure organizzative e operative per contenere il rischio di esposizione prolungata alle alte temperature. Si tratta di obblighi pratici come la rotazione del personale, pause supplementari, disponibilità di acqua e luoghi d’ombra, cioè interventi finalizzati a ridurre l’impatto del calore sui lavoratori pur mantenendo l’operatività quando necessaria.

Ruolo della mappa del rischio e gestione locale

La decisione regionale si fonda sull’uso della mappa del rischio per il calore: solo se gli indicatori segnalano un livello “alto” scatta il divieto nelle aree interessate. Questo approccio consente di calibrare l’intervento sulle condizioni meteorologiche effettive, evitando applicazioni generalizzate e permettendo invece una risposta mirata nelle giornate più pericolose dal punto di vista sanitario.

La norma richiede inoltre coordinamento tra enti, datori di lavoro e rappresentanze sindacali per garantire che le misure previste siano applicate correttamente. L’intento è quello di tutelare le persone più esposte al rischio, come gli operatori agricoli e i lavoratori dei cantieri, bilanciando la necessità di continuità delle attività essenziali con la salvaguardia della salute.

L’ordinanza rappresenta un intervento regionale pensato per affrontare gli effetti del caldo intenso sul lavoro all’aperto: regolamenta orari e condizioni, individua soggetti esclusi e promuove l’adozione di pratiche preventive. Resta fondamentale per i datori di lavoro monitorare la mappa del rischio e adeguare procedure e turni alle indicazioni fornite dalle istituzioni competenti.

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