La vicenda della cosiddetta «famiglia del bosco» si arricchisce oggi di un nuovo capitolo: Catherine, la madre, potrà riabbracciare i suoi tre figli in un luogo neutro a Gissi. Dopo mesi in cui i contatti sono stati mediati attraverso schermi e telefoni, l’incontro in presenza è stato autorizzato ma resta sottoposto alla sorveglianza dei Servizi Sociali.
La separazione tra genitori e figli era stata disposta a seguito di valutazioni depositate al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I minori vivono dal 20 novembre 2026 in una casa famiglia a Vasto dopo la sospensione della responsabilità genitoriale. La revoca del permesso di convivenza con i figli, avvenuta il 6 marzo, ha segnato un punto di svolta nel percorso giudiziario e assistenziale della famiglia.
Dal contatto virtuale all’incontro fisico
Nei mesi scorsi il dialogo tra Catherine e i bimbi è proseguito quasi esclusivamente tramite videochiamate filtrate dalla struttura che li ospita; il telefono del marito, Nathan, è diventato il principale mezzo di comunicazione. Questo tipo di contatti, seppur costanti, ha lasciato spazio a domande semplici e cariche di emotività che emergono ora nei volti dei minori: «Quando torniamo a casa?».
Modalità e limiti degli incontri
Gli incontri in presenza sono stati autorizzati ma sono soggetti a regole precise: la presenza dei Servizi Sociali e la supervisione della comunità di Vasto mirano a bilanciare tutela e ricostruzione del legame affettivo. Anche le visite di Nathan sono monitorate e più stringenti rispetto al passato, all’interno di un sistema che deve valutare rischi e opportunità per i minori.
Valutazioni tecniche e iter giudiziario
La decisione finale spetterà ai giudici aquilani, chiamati a esprimersi dopo aver esaminato la relazione finale della consulente tecnica d’ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli. Il documento riassume i risultati delle perizie psicologiche sull’intero nucleo familiare e rappresenta un elemento determinante nel processo decisionale. Parallelamente, i consulenti di parte — lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello — hanno depositato osservazioni e hanno individuato nella bozza della relazione della Ctu quindici criticità che chiedono di essere valutate.
L’importanza della relazione della Ctu
La relazione della Ctu è considerata un documento chiave perché integra i dati delle perizie, le osservazioni cliniche e le ricostruzioni del contesto familiare. Su questa base si deciderà il percorso successivo: mantenimento della misura, potenziali proposte di accompagnamento oppure l’avvio del ricongiungimento, se ritenuto compatibile con la tutela dei minori.
Il possibile futuro: scuola, casa e reintegrazione
Se il giudice dovesse decidere per un graduale ricongiungimento, sul tavolo c’è già un progetto concreto per il reinserimento nella comunità di origine. Il Comune di Palmoli ha individuato un’abitazione idonea nell’area del campo sportivo, proprio di fronte all’istituto scolastico, dove i tre minori potrebbero tornare a una vita più stabile e frequentare la scuola pubblica del paese.
A fine giugno i fratellini dovranno sostenere gli esami per l’accesso alla seconda e alla quarta primaria. Le prove dovrebbero svolgersi all’Istituto comprensivo statale di Castiglione Messer Marino, dove sono stati preparati dall’insegnante in pensione Lidia Camilla Vallarono. Questo percorso formativo rappresenta una tappa fondamentale per la loro integrazione scolastica dopo un periodo trascorso prevalentemente con homeschooling e a stretto contatto con la natura.
Adattamento a nuove routine
I bambini, abituati a una quotidianità improntata alla libertà e allo spazio aperto, si trovano ora a confrontarsi con ambienti chiusi e ritmi scolastici diversi. Il cambiamento richiede un lavoro di accompagnamento educativo e psicologico che coinvolge la comunità di accoglienza, i Servizi Sociali e i professionisti incaricati dalle parti.
La giornata di oggi segna dunque un momento importante: non è la fine del percorso, ma un passaggio che potrà aprire la strada a decisioni decisive nelle prossime settimane. La sentenza attesa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila rimane l’elemento che determinerà i passi successivi per la famiglia Trevallion Birmingham e per il futuro dei tre minori.


