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Le pagine segrete di Alisya e Sarah: il dramma delle sorelle scomparse

Le lettere di Alisya e Sarah, le due sorelle scomparse dal Parco nazionale d’Abruzzo, rivelano un dramma familiare e il desiderio di essere ascoltate.

Le pagine segrete di Alisya e Sarah: il dramma delle sorelle scomparse

Nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, tra i boschi e i laghi di Civitella Alfedena, decine di vigili del fuoco e volontari continuano a cercare tracce di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle scomparse da una casa famiglia. Mentre le ricerche proseguono, emergono dettagli commoventi e drammatici dalle pagine dei loro quaderni scolastici, consegnati alla madre Valentina D’Acunto durante gli incontri protetti.

Quelle pagine, venticinque in totale, sono un diario intimo che racconta il rapporto delle ragazze con la madre, il compagno di lei e il padre, Stefano Di Giacinto. Un rapporto complesso, fatto di affetto, nostalgia e sofferenza, che oggi assume un peso ancora più grande alla luce della loro scomparsa.

Le parole di Alisya: nostalgia e speranza

Alisya, la sorella maggiore, scrive pagine piene di nostalgia e speranza. In una lettera datata primo gennaio, la ragazza cerca di rassicurare la madre e la nonna Maria: «Dovete stare tranquilli. Tutto passerà. Ritorneremo a stare tutti insieme». Ma subito dopo, il tono cambia: «Questo Natale purtroppo non lo abbiamo passato insieme, non abbiamo festeggiato tutti insieme il compleanno di nonna Maria, di Sarah e di Kevinetto. L’anno nuovo è arrivato e lo abbiamo cominciato nel peggiore dei modi, separati».

In un’altra lettera, Alisya si apre completamente: «Scrivo questa lettera in camera, nel silenzio tombale. Ed è molto brutto. Io ultimamente sono molto triste e preoccupata. Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani. Io vi voglio un mondo di bene e ve lo vorrò per sempre».

Il rapporto difficile con il padre

Dalle lettere emerge anche un rapporto difficile con il padre, Stefano Di Giacinto. In una pagina intitolata «Tutta colpa tua», Alisya scrive: «È colpa tua se noi stiamo qui, noi stiamo male per colpa tua. Ci stai incasinando la vita solo perché non ti sta bene che noi stiamo con mamma e non con te. Noi con mamma stavamo così bene e tu ci hai tolto da lei, solo per farci mettere in una casa famiglia».

Le parole di Alisya sono dure e senza appello: «Io non ti perdonerò mai per quello che ci stai facendo». Queste frasi assumono un significato ancora più profondo oggi, alla luce del fatto che di recente al padre era stata revocata la sospensione della responsabilità genitoriale, permettendo un rientro graduale delle figlie. Secondo il legale della madre, le due sorelle non volevano tornare con lui.

L’affetto per la madre e il compagno

Tra i fogli dei quaderni, ci sono anche pagine piene di affetto per la madre e per Vincenzo, il compagno di Valentina D’Acunto. In un foglio non firmato, una delle due sorelle scrive: «Sei un papà perché mi hai cresciuto tu. Grazie». Tra disegni e frasi come «Mi manchi tanto» e «Sei la mia metà», le dimostrazioni di affetto vengono spesso declinate al plurale per includere anche Vincenzo: «Mamma e Vincenzo vi amo».

In un altro foglio, una delle sorelle scrive: «Quando abbraccio mamma e Vivi mi sento al sicuro». Queste parole rivelano il desiderio delle ragazze di stare insieme alla madre e al compagno, un desiderio che sembra essere stato ignorato.

Il desiderio di essere ascoltate

Non parlano soltanto di affetti. In quelle pagine c’è anche un altro tema ricorrente: il desiderio di essere ascoltate. Tra i fogli che le ragazzine hanno consegnato negli anni alla mamma, difendono anche la loro volontà di decidere del proprio futuro. Lo dicono nelle lettere. Ma non solo. C’è il frontespizio della tesina di terza media di Alisya, è del 2026. «I bambini e i diritti dell’infanzia» è il titolo. «Ho scelto di portare come argomento “i diritti dei bambini”, perché è un argomento per me importante, poiché in questo periodo né io né mia sorella veniamo rispettate per le nostre scelte e per le decisioni che abbiamo preso; è per questo che ne voglio parlare, perché so che esistono i diritti dei bambini e vorrei che fossero rispettati sempre».

In un’altra lettera alla mamma, Alisya mostra tutta la consapevolezza del conflitto intorno alle due sorelle: «Abbiamo ancora tanta strada da fare e la faremo assieme, supereremo tutti gli ostacoli che la vita ci riserverà. Tutte le voci altrui, perché la gente è cattiva e vorrà sempre rovinare tutto, quindi supereremo tutto».

Le lettere di Alisya e Sarah sono un grido d’aiuto, un desiderio di essere ascoltate e rispettate. Mentre le ricerche continuano, queste pagine rivelano il dramma di due ragazze che cercano di trovare la loro strada in un contesto familiare complesso e difficile.

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