Il mondo accademico e giuridico italiano piange la scomparsa di Natalino Irtiuno dei più grandi giuristi del nostro tempo. Nato ad Avezzano il 5 aprile 1936, Irti ha dedicato la sua vita allo studio e all’insegnamento del diritto, lasciando un’impronta indelebile nella cultura giuridica italiana.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un profondo cordoglio, non solo tra i colleghi e gli studenti, ma anche tra i cittadini di Avezzano, che hanno voluto rendere omaggio a una figura di spicco che non ha mai dimenticato le proprie radici.
Una vita dedicata al diritto e alla cultura
Natalino Irti ha intrapreso la sua carriera accademica come allievo del celebre giurista Emilio Betti. Ha insegnato in numerose università italiane, tra cui SassariParmaPerugiaTorino e Romadove è stato professore ordinario presso l’Università La Sapienza. La sua opera più famosa, L’età della decodificazioneè considerata una delle riflessioni più importanti sullo sviluppo del diritto contemporaneo.
Oltre all’attività accademica, Irti ha ricoperto prestigiosi incarichi istituzionali e manageriali. È stato presidente del Credito Italianovicepresidente dell’Enelcomponente del consiglio di amministrazione dell’Iri e membro del Comitato per le privatizzazioni. La sua vasta opera teorizza la progressiva perdita della centralità del codice civile e il nichilismo giuridico ontologico.
Il legame con Avezzano
Nonostante una carriera sviluppata ai vertici del mondo accademico e istituzionale italiano, il legame di Irti con Avezzano non si è mai spezzato. La città gli aveva conferito la cittadinanza onoraria e le chiavi della città, riconoscendo il valore di un concittadino che aveva saputo portare il nome della Marsica nei più prestigiosi ambienti culturali del Paese.
La Cattedrale dei Marsi si è riempita di persone accomunate dal desiderio di salutare un uomo che, pur avendo raggiunto i più alti livelli della cultura e delle istituzioni italiane, non ha mai dimenticato le proprie radici. Un momento di raccoglimento e commozione che ha testimoniato l’affetto e la stima che la città ha continuato a nutrire nei suoi confronti.
Il lascito di un grande giurista
Natalino Irti ha lasciato un’eredità intellettuale destinata a rimanere nel tempo. La sua capacità di portare il diritto sul piano filosofico e la sua riflessione sul senso stesso dell’ordinamento giuridico hanno ridefinito il modo di leggere il codice civile e il diritto privato contemporaneo.
Il Consiglio Nazionale Forense ha espresso profondo cordoglio per la sua scomparsa, ricordando Irti come uno dei protagonisti assoluti del pensiero giuridico italiano. La sua riflessione ha attraversato il diritto nella sua dimensione più profonda, interrogandosi non solo sugli istituti ma sul senso stesso dell’ordinamento.
Con l’omaggio tributato nella Cattedrale dei Marsi, Avezzano ha voluto salutare per l’ultima volta uno dei suoi cittadini più illustri. Un uomo di cultura, uno studioso apprezzato a livello internazionale e un marsicano che ha saputo onorare la propria terra attraverso il sapere, l’impegno e la passione per il diritto.
