23 Giugno 2026 ☀ 16°

Più polizia e presìdi fissi a Pescara: la richiesta dopo un sequestro in centro

Il vicepresidente della Regione, Antonio Blasioli, chiede più forze dell'ordine e presìdi visibili a Pescara dopo il presunto sequestro e rapina di un ragazzo di 18 anni; critica il declassamento della Questura deciso nel 2026 e sollecita azioni concrete a tutti i livelli istituzionali

Più polizia e presìdi fissi a Pescara: la richiesta dopo un sequestro in centro

Negli ultimi giorni la questione della sicurezza urbana è tornata al centro del dibattito cittadino di Pescara dopo un episodio che ha scosso la comunità: un ragazzo di 18 anni sarebbe stato sequestrato e rapinato in pieno centro nella notte di sabato, circostanza su cui sono in corso indagini dei carabinieri. La vicenda ha riacceso le preoccupazioni su un fenomeno percepito come in aumento e ha spinto rappresentanti politici a richiedere risposte concrete e immediate.

Il vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Antonio Blasioli, ha commentato duramente l’accaduto, richiamando l’attenzione sulla necessità di presidi permanenti e di una presenza più marcata dello Stato sul territorio. Le sue parole mettono in luce una lettura più ampia: non si tratta di singoli episodi, ma di segnali di un sistema di sicurezza locale che, a suo giudizio, necessita di correzioni strutturali.

La reazione politica e il sostegno alla vittima

Blasioli ha espresso «piena solidarietà» alla vittima e alla sua famiglia, definendo l’episodio «raccapricciante» e auspicando che chi ha commesso il crimine venga consegnato alla giustizia nel più breve tempo possibile. La posizione del vicepresidente sottolinea come tali eventi non debbano essere letti come casi isolati, ma come sintomi di problemi organizzativi e di scelte amministrative discutibili.

Indagini e contesto operativo

Le indagini sono affidate ai carabinieri, che stanno ricostruendo dinamiche e responsabilità. Parallelamente, la discussione pubblica si concentra sulle misure da adottare per prevenire il ripetersi di episodi simili: più pattugliamenti, servizi notturni mirati e presìdi fissi nelle zone considerate più a rischio. L’obiettivo dichiarato è ripristinare una percezione di sicurezza che oggi risulta compromessa per molti residenti e commercianti.

Critiche alle scelte amministrative

Nel suo intervento Blasioli ha puntato il dito su alcune decisioni politiche che, a suo avviso, hanno indebolito il livello di controllo sul territorio. In particolare ha richiamato l’attenzione sul declassamento della Questura di Pescara, una modifica organizzativa decisa nel 2026 che, secondo il vicepresidente, ha avuto effetti negativi sulla capacità operativa locale. La scelta viene descritta come un errore strategico che ha ridotto l’efficacia degli interventi di polizia sul territorio.

La risoluzione regionale e la mancata attuazione

Blasioli ricorda di aver presentato e fatto approvare in Regione una risoluzione mirata a ripristinare la precedente classificazione della Questura, ma segnala che la Giunta non ha rispettato gli impegni assunti. Questo punto mette in evidenza una frattura tra atti formali e azioni concrete, con conseguenze che secondo l’esponente politico sono ormai riconoscibili nella vita quotidiana della città.

Richieste operative per la città

Le proposte avanzate sul piano pratico sono chiare: più agenti in strada, un servizio notturno rafforzato della Polizia Locale, presìdi fissi nelle aree più sensibili e pattugliamenti a piedi per aumentare la prossimità e il controllo sociale. Blasioli sollecita anche un confronto tra amministrazione comunale, forze dell’ordine e istituzioni regionali per definire un piano coordinato che vada oltre le misure temporanee e mediatiche.

Ripopolare la città come strategia di prevenzione

Secondo il vicepresidente, la sicurezza è strettamente legata alla vitalità urbana: zone che hanno perso attività, socialità e presidio locale diventano più vulnerabili. La proposta include quindi non solo interventi di polizia, ma anche politiche di rivitalizzazione delle aree periferiche e del centro per ricostruire controllo sociale e senso di comunità.

Bilancio politico e appello finale

La critica politica di Blasioli si rivolge in modo netto alla destra, che ha fatto della sicurezza un tema centrale della propria agenda ma, secondo lui, ha fallito nelle scelte concrete: dalle decisioni sul personale alle politiche di presidio. In chiusura l’appello è per un impegno condiviso: il sindaco deve sollecitare e coordinare gli enti competenti, mentre Regione e Governo devono tradurre impegni in azioni operative per restituire a cittadini e commercianti tranquillità e sicurezza.

Il dibattito rimane aperto: da un lato c’è la necessità di risposte immediate per tutelare le persone più esposte, dall’altro la richiesta di interventi strutturali che prevengano il degrado e ricostruiscano fiducia nelle istituzioni. Le indagini proseguono, ma la città chiede che a seguire arrivino decisioni concrete e durature.

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