Un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia si è verificato due giorni fa a Pizzoli, un piccolo comune in provincia de L'Aquila. Una bambina di soli tre anni è stata dimenticata all’interno di uno scuolabus parcheggiato nella rimessa comunale, rimanendo nascosta tra i sedili per oltre quattro ore. L’accaduto ha scatenato un’ondata di incredulità e preoccupazione tra i genitori e la comunità locale.
La scoperta e le ricerche
La piccola frequentava la scuola dell’infanzia paritaria Paolo Del Tosto e, come ogni mattina, era salita sullo scuolabus che avrebbe dovuto accompagnarla a scuola. Tuttavia, qualcosa è andato storto durante il tragitto. La bambina non è scesa insieme agli altri bambini e si è nascosta tra l’ultima e la penultima fila dei sedili, una posizione che l’ha resa invisibile sia all’autista che all’accompagnatrice.
Una volta terminato il servizio, lo scuolabus è stato riportato nell’autorimessa comunale e parcheggiato all’ombra. La bambina è rimasta all’interno del mezzo dalle 9 fino alle 13.30 circa, senza che nessuno si accorgesse della sua assenza. A evitare conseguenze più gravi è stato il fatto che il mezzo fosse ricoverato in un luogo coperto e non esposto direttamente al sole.
L’allarme è scattato quando il personale scolastico si è reso conto che la bambina non era presente in classe. Sono iniziate immediatamente le ricerche, che si sono concentrate anche sullo scuolabus ormai fermo nella rimessa comunale. Una volta aperto il mezzo, la piccola è stata trovata ancora all’interno, molto scossa per la disavventura. Successivamente, la minore è stata riportata a scuola e poi riaffidata alla famiglia, che l’ha accompagnata al Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale per una visita.
L’indagine in corso
La vicenda è destinata a finire sotto la lente della Procura per i Minorennialla quale la famiglia si è rivolta per fare piena luce sull’accaduto. I Carabinieri dell’Aquila e quelli della stazione di Pizzoli dovranno ricostruire con precisione la sequenza temporale degli eventi.
Tra gli aspetti centrali dell’indagine vi sarà l’accertamento del momento esatto in cui la scuola si è resa conto dell’assenza della bambina, quanto tempo sia trascorso prima dell’attivazione delle ricerche e quando sia stata informata la famiglia. A complicare ulteriormente il quadro, lo scambio di persona che sarebbe avvenuto nei colloqui tra famiglie e istituzioni scolastiche e comunali. In prima battuta si era capito che fosse la sorella maggiore di 5 anni a essere rimasta nel pulmino.
«Si sta cercando di chiarire tutto quello che è successo in questo lasso di tempo», spiega il sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasioche ha seguito la vicenda dopo essere stato informato dell’accaduto. «La bambina frequenta l’asilo e raggiunge la scuola attraverso il servizio di scuolabus gestito dal Comune tramite una ditta esterna». Il primo cittadino invita alla prudenza in attesa degli accertamenti.
Anastasio sottolinea inoltre come il servizio di trasporto scolastico non abbia mai registrato criticità in passato. «La società che svolge il servizio ha sempre operato in maniera esemplare e non si sono mai verificati problemi di questo genere. Quella che stiamo esaminando appare come una concatenazione di circostanze che dovrà essere approfondita nei dettagli».


