23 Giugno 2026 🌤 17°

Quattro studenti accusati di aver ferito un docente alla scuola Peano Rosa di Nereto

Un insegnante della scuola superiore Peano Rosa di Nereto è stato aggredito da quattro studenti di 15 anni. La vicenda ha scatenato una riunione fiume del consiglio d’istituto, indagini della Procura dei Minori dell'Aquila e l’intervento del ministro Valditara; la preside Margherita Trua ha detto che «comunicheremo la decisione presa nei prossimi giorni».

Quattro studenti accusati di aver ferito un docente alla scuola Peano Rosa di Nereto

La scuola superiore Peano Rosa di Nereto è al centro di un caso che ha coinvolto studenti, famiglie e autorità giudiziarie dopo l’aggressione subita da un docente. L’episodio è avvenuto nel corso della giornata di mercoledì scorsoquando, al suono della campanella delle 12.20il professore è stato spinto mentre cercava di uscire dall’aula, riportando lesioni alle cartilagini del naso con una prognosi di 8 giorni.

In seguito all’accaduto la scuola ha convocato il consiglio d’istituto: Dalle 15 e fino a tarda notte dirigente scolastica, docenti e rappresentanti dei genitori hanno esaminato i fatti e ascoltato gli studenti coinvolti. Sul piano penale la vicenda è ora nelle mani della Procura dei Minori dell’Aquilache ha iscritto tra gli indagati quattro ragazzi di 15 anni. La scuola e le autorità stanno valutando sia le misure disciplinari interne che lo sviluppo dell’inchiesta giudiziaria.

Decisioni del consiglio d’istituto e responsabilità

La riunione del consiglio d’istituto è stata prolungata e complessa: la dirigente scolastica Margherita Trua ha definito la questione ancora aperta e ha dichiarato che «Comunicheremo la decisione presa nei prossimi giorni». Nel corso delle verifiche interne è emersa l’ipotesi che un quarto studente inizialmente indicato dal docente fosse in realtà estraneo ai fatti; il ragazzo, secondo quanto emerso, era tornato in aula dopo essere andato in bagno e sarebbe stato lasciato fuori con la porta sbattuta in faccia.

Ricadute disciplinari e possibili impugnazioni

Oltre alle indagini penali, il consiglio d’istituto dovrà stabilire eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei ragazzi coinvolti. Le famiglie dei tre studenti che risultano direttamente implicati avranno la possibilità di ricorrere al Tar contro le decisioni che dovessero essere adottate. In questo contesto, solo una madre ha finora inviato alla scuola una lettera di scuse al docente: «Siamo profondamente mortificati per quanto accaduto», ha scritto, esprimendo rammarico e vicinanza senza chiedere esplicitamente clemenza.

Accertamenti giudiziari e posizione delle autorità

Sul fronte giudiziario la Procura dei Minori dell’Aquila ha ipotizzato il reato di lesioni aggravatepoiché il docente è considerato un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Tuttavia, l’accertamento dei ruoli e delle responsabilità tra i quattro studenti richiede ulteriori approfondimenti investigativi. La vicenda, quindi, segue sia un percorso disciplinare interno alla scuola sia l’iter penale competente, con l’obiettivo di chiarire dinamiche, responsabilità e responsabilità individuali.

Il docente, inizialmente incerto sul da farsi, ha poi deciso di presentare querela per non trasmettere il messaggio che certi comportamenti possano restare impuniti. Raccontando la dinamica, lo stesso professore ha detto che, dopo il segnale acustico delle 12.20quattro studenti si sarebbero posti davanti alla porta impedendogli di uscire; ha riferito di aver ricevuto una spinta che lo ha sbattuto contro il muro, provocandogli la ferita al naso. «Non ho capito per quale motivo abbiano compiuto questo gesto», ha aggiunto il docente, ribadendo il senso di sorpresa e il desiderio che sia fatta chiarezza.

Reazioni istituzionali

La vicenda ha avuto anche un rilievo politico: il ministro dell’Istruzione Valditara si è informato sulle condizioni del docente e ha rivolto alla dirigente la sua vicinanza, solidarietà e incoraggiamento. Il ministro ha sottolineato la scelta della scuola di denunciare l’aggressione e di procedere con misure disciplinari rigorose, affermando che «Va ripristinato il rispetto della autorità dei docenti, non vi può essere nessuna indulgenza verso i violenti». Per le istituzioni il tema è chiaro: difendere l’ordine in classe e la funzione educativa della scuola.

La vicenda alla Peano Rosa di Nereto resta aperta: le decisioni del consiglio d’istituto saranno comunicate nei prossimi giorni e le indagini della Procura dei Minori dell’Aquila proseguiranno per chiarire le responsabilità individuali dei quattro studenti. Nel frattempo la comunità scolastica e le famiglie attendono sviluppi sia sul piano disciplinare che su quello giudiziario, mentre il docente segue il percorso di guarigione dalla lesione riportata.

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