L’associazione Tutela Diritti Animali ETS guidata dal presidente Gabriele Bettoschi ha presentato una domanda di sospensione urgente al Tar Abruzzo – L’Aquilan. La richiesta punta a una parziale revoca dell’ordinanza sindacale n. 28, firmata il 5 ottobre dal sindaco di Pratola PelignaAntonella Di Nino. La norma, infatti, obbliga tutti i proprietari e conduttori di cani a portare con sé bottigliette, spruzzatori o contenitori d’acqua per dilavare le urine lasciate in luoghi pubblici, prevedendo multe da 25 a 500 euro.
Il ricorso al TAR: motivi e argomentazioni
L’atto è stato redatto dall’avvocato Massimo Rizzato del Foro di Vicenza, il quale cita «il vizio di eccesso di potere per irragionevolezza e la violazione del principio di proporzionalità dell’azione amministrativa». Bettoschi ha dichiarato: «Raccogliamo il forte disagio espresso da tantissimi cittadini. Imporre di ripulire le deiezioni solide è un dovere civico sacrosanto, ma richiedere di girare con scorte infinite di acqua per dilavare ogni singola minzione è un onere impossibile da sostenere». Il presidente ha inoltre evidenziato le difficoltà per gli anziani, per chi possiede cani di grossa taglia o più animali contemporaneamente, e il rischio che, per timore delle sanzioni, gli animali vengano confinati in casa, violando la Legge 281/91 sul rapporto uomo-animale.
Ragioni pratiche
Il ricorso sottolinea anche la quasi totale assenza di fontanelle pubbliche nel territorio di Pratola Peligna, rendendo impossibile per i cittadini rifornirsi d’acqua durante la passeggiata. Senza una rete idrica adeguata, l’obbligo risulta, di fatto, irrealizzabile.
Il parere scientifico a supporto della denuncia
L’associazione richiama gli studi dell’infettivologo Matteo Bassetti il quale ha dimostrato che l’uso esclusivo di acqua per “lavare” le urine è inefficace: «non serve per disinfettare e allarga la macchia invece di rimuoverla, disperdendo l’odore su una superficie maggiore». Secondo questi dati, la pratica non solo non migliora l’igiene pubblica, ma cancella un comportamento naturale dei cani, che marcano il territorio per comunicare con i propri simili.
Contraddizioni nella gestione canina del Comune
Oltre alla questione delle bottigliette, l’associazione segnala una contraddizione evidente nella gestione dei cani da parte del Comune. Nel maggio 2025 la giunta di Pratola Peligna ha stipulato una convenzione con la Comar Farm Casaline Srl di Collelongo per il ricovero degli animali. Tuttavia, la stessa autorità era già stata informata che la suddetta società violava l’art. 5 della L.R. 47/2013 e non possedeva alcun titolo legale per gestire un canile. Bettoschi ha definito «paradossale che un Comune che non verifica la liceità delle convenzioni che firma, pretenda poi di imporre regole assurde ai privati». Per questo motivo, la documentazione sarà sottoposta a verifica da parte dell’ANAC e della Corte dei Conti al fine di accertare eventuali danni erariali.



