Un esposto formale ha riacceso il dibattito sulla trasparenza interna all’Associazione italiana arbitri. L’avvocato Guido Alfonsi, presidente della sezione Aia de L’Aquila, ha inoltrato una denuncia alla Procura federale della Figc e alla Procura di Milano lamentando presunte irregolarità nelle ultime operazioni di classificazione degli arbitri. Nel documento vengono contestati specifici cambi di designazione e valutazioni che, secondo l’esposto, avrebbero avuto effetti concreti sulle conferme e sulle dismissioni di alcuni direttori di gara. L’accusa sottolinea come queste anomalie meritino accertamenti sia sotto il profilo disciplinare sia sotto il profilo penale.
I passaggi contestati e il cambio degli osservatori
Al centro della controversia c’è la partita Lazio-Pisa e il ruolo dell’osservatore arbitrale. Alfonsi racconta che originariamente per quella gara era previsto l’abbinamento con l’osservatore Andrea Antonelli, poi spostato a un’altra partita, mentre a Roma sarebbe stato inviato Sandro Rossomando, inizialmente designato per un match a Napoli. Questa inversione, per il presidente Aia aquilano, appare sospetta e merita spiegazioni sul perché del cambiamento repentino. Sul piano operativo la designazione dell’osservatore è determinante: l’osservatore redige la relazione e assegna il voto che poi incide sulla graduatoria finale degli arbitri. Alfonsi chiede di ascoltare i responsabili delle designazioni per chiarire la sequenza degli eventi e le motivazioni.
Perché un voto può decidere una carriera
La rilevanza tecnica del caso nasce dal punteggio attribuito all’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi: una valutazione di 8,40 che, secondo l’esposto, risulterebbe l’unica in grado di farla scivolare fuori dalla soglia di riconferma. In quegli stessi meccanismi di classifica sarebbe rimasto coinvolto anche l’arbitro Federico Dionisi, la cui collocazione nei ruoli Can A e B sarebbe stata compromessa dalla variazione della posizione di Ferrieri Caputi. Alfonsi parla di una alterazione della classifica e non esclude che condotte dolose possano configurare ipotesi di frode sportiva se venisse chiarito il vantaggio pratico ottenuto da alcune parti interessate.
Le richieste contenute nell’esposto
Tra le richieste più nette dell’esposto c’è l’acquisizione dei dati dal portale AIA denominato sinfonia 4 you, indicato come fonte delle designazioni e delle relazioni valutative. Alfonsi chiede un intervento cautelare per poter verificare eventuali modifiche alle assegnazioni degli osservatori e alla relazione della gara incriminata. Nel testo viene anche invocata la necessità di svolgere indagini suppletive in vista delle inchieste già aperte che vedono coinvolti ex designatori e collaboratori. La finalità dichiarata è rimarcare la necessità di trasparenza e ristabilire una corretta valutazione delle prestazioni arbitrali, oltre a correggere eventuali effetti ingiusti sulle carriere dei fischietti coinvolti.
Connessioni con inchieste in corso
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di verifiche giudiziarie che hanno già interessato il mondo arbitrale: nomi come Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni figurano in altre indagini che hanno portato a dimissioni e provvedimenti. Anche la squalifica di figure di vertice e ricorsi avanzati da altri arbitri dismessi hanno alimentato la percezione di un sistema messo alla prova. Alfonsi, nel suo esposto, richiama questi elementi per sostenere l’opportunità di ampliare le indagini e accedere ai sistemi informatici dell’Aia al fine di ricostruire la verità sulle designazioni e sulle valutazioni.
Possibili sviluppi e impatto sul sistema arbitrale
Se le autorità riterranno fondati i sospetti potrebbero seguire misure cautelari sul materiale informatico, audizioni di dirigenti e l’avvio di procedimenti disciplinari o penali. Gli arbitri coinvolti potrebbero presentare ricorsi, chiedere revisioni delle valutazioni e sollecitare la pubblicazione di chiarimenti. Sul piano istituzionale, la vicenda solleva interrogativi sulla governance delle nomine e sulla necessità di garantire procedure chiare: la credibilità dell’Aia e della Figc rischia di risentirne se non verranno fornite risposte tempestive. In questo contesto la richiesta di Alfonsi punta a ottenere trasparenza e a tutelare la regolarità delle competizioni sportive.

