Il 9 aprile scorsouna valanga ha colpito la zona di Campo Imperatorescatenando una massiccia operazione di soccorso. Oggi, a distanza di quasi due mesi, la Procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause dell’evento. L’indagine, al momento contro ignoti, ipotizza il reato di valanga colposa e punta a verificare se il distacco del fronte nevoso possa essere stato provocato dal passaggio di escursionisti o sciatori in un’area ad alto rischio.
Le indagini sono state affidate ai carabinieri forestaliche stanno ricostruendo con precisione quanto avvenuto. Un aspetto cruciale riguarda la presenza di un gruppo di sciatori notati transitare proprio nell’area in cui, poco dopo, si è verificato il distacco della massa nevosa. La notizia della valanga aveva rapidamente fatto il giro della città e dell’intero comprensorio aquilano, alimentando apprensione tra gli appassionati della montagna.
L’operazione di soccorso e le prime stime
L’allarme aveva fatto scattare una complessa operazione di ricerca e soccorso nella zona della Grotta della Palasopra i duemila metri di quotada dove si era staccata la valanga poi riversatasi lungo i Valloni che conducono da Campo Imperatore verso Fonte Cerreto. Un’area particolarmente frequentata durante la stagione invernale e primaverile da sciatori, escursionisti e appassionati di fuoripista.
Secondo le prime stime effettuate dai tecnici intervenuti sul posto, il fronte della valanga aveva raggiunto una larghezza di circa ottanta metricon un volume complessivo di neve movimentata valutato intorno ai diecimila metri cubi. La massa nevosa aveva percorso il canalone sottostante fermandosi a poca distanza dalla strada statale 17 bis e dalla zona di Fonte Cerreto. La possibilità che qualcuno potesse essere stato coinvolto aveva determinato l’immediata mobilitazione del sistema di soccorso alpino.
Le forze coinvolte nelle operazioni di soccorso
Sul posto erano confluite numerose squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologicooperatori del Soccorso alpino della Guardia di finanzavigili del fuoco e unità specializzate nella ricerca in ambiente innevato. Le operazioni sono proseguite per diverse ore e hanno richiesto un’imponente attività di verifica dell’intero fronte della valanga.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo ha effettuato sorvoli con l’elicottero del 118 decollato dall’Aquila, ricerche mediante dispositivi Artva per l’individuazione di eventuali segnali emessi dagli apparecchi di autosoccorso, sondaggi nelle aree di maggiore accumulo e battute con unità cinofile antivalanga del Cnsas. Alle attività hanno partecipato anche i vigili del fuoco e gli specialisti del Sagf della Guardia di finanza.
Le conclusioni delle indagini e le prossime mosse
Al termine delle verifiche, fortunatamente, non sono emerse tracce di persone coinvolte e tutte le ricerche hanno dato esito negativo, consentendo di escludere la presenza di dispersi sotto la massa nevosa. Resta ora da chiarire che cosa abbia provocato il distacco. Gli accertamenti dovranno verificare se si sia trattato di un fenomeno esclusivamente naturale o se possano aver avuto un ruolo fattori esterni.
Un’indagine che si inserisce in un contesto caratterizzato da condizioni nivologiche particolarmente delicate, tanto che i bollettini di pericolo valanghe diffusi nei giorni precedenti sconsigliavano espressamente attività fuoripista. La Procura dell’Aquila sta lavorando per fare piena luce sull’accaduto, con l’obiettivo di prevenire futuri incidenti e garantire la sicurezza degli appassionati di montagna.


