Il crollo del ponte sul fiume Trignoavvenuto il 2 aprile scorso durante una violenta ondata di maltempo, ha lasciato una profonda ferita non solo nella viabilità tra Abruzzo e Molisema anche nel cuore della famiglia Racanati. Domenico Racanati, un 53enne di Bisceglieè ancora disperso dopo oltre 70 giorni dalla tragedia, e la sua famiglia non smette di chiedere risposte e azioni concrete.
La Procura della Repubblica di Larinoguidata dalla procuratrice capo Elvira Antonelliha confermato che le ricerche sono ancora in corso, ma la famiglia non può più aspettare. Angelica Racanati, figlia di Domenico, ha lanciato un appello attraverso i social, chiedendo che il tavolo tecnico previsto per il 15 luglio venga anticipato con la massima urgenza.
Un appello disperato per accelerare le ricerche
“Dopo oltre due mesi dalla scomparsa di mio padre, riteniamo incomprensibile dover attendere ancora settimane“, famiglia non comprende perché, dopo tanto tempo, le istituzioni debbano ancora riunirsi per affrontare una situazione che avrebbe dovuto essere una priorità assoluta fin dal primo giorno. “Chiediamo alla Procura e a tutti gli enti competenti un segnale concreto e immediato“, continua Angelica, sottolineando che non chiedono privilegima solo attenzione, rispetto e tempestività.
La famiglia ringrazia tutti gli operatori che hanno lavorato con professionalità e dedizione nelle ricerche, ma l’appello è rivolto a chi ha il potere di accelerare le decisioni. “Se il tavolo tecnico è chiamato a valutare le prossime azioni da intraprendere, non comprendiamo perché si debba attendere ancora“, afferma Angelica, ricordando che ogni giorno che passa rappresenta un peso ulteriore per una famiglia già distrutta dal dolore.
Le ricerche e le indagini in corso
Le ricerche di Domenico Racanati e della sua autovettura sono state condotte da Guardia CostieraVigili del Fuoco e sommozzatori tra il fiume, la foce del Trigno e il Mare Adriatico. Nonostante gli sforzi, non è stata trovata alcuna traccia del disperso o del veicolo, se non la targa e parte del paraurti rinvenuti tra un pilone del ponte e la vegetazione sottostante. Anche l’uso di metal detector e strumentazioni specializzate nei fondali della foce non ha portato a risultati.
La Procura di Larino indaga per crollo colposo e omicidio colposo. Il ponte resta sotto sequestro giudiziarioe gli accertamenti sulle cause del collasso procedono parallelamente alle attività di ricerca. La famiglia Racanati sostiene l’ipotesi che l’auto possa trovarsi ancora sotto la campata crollata, e per questo chiede che le operazioni non vengano interrotte.
Il tavolo tecnico e le aspettative della famiglia
Il tavolo tecnico, convocato dalla Procura di Larino per il 15 lugliodovrebbe coinvolgere Ministero delle InfrastruttureProtezione CivileAnasRegione Molise e altri enti per programmare le future operazioni di ricerca e il ripristino della viabilità. Tuttavia, per la famiglia Racanati, un altro mese di attesa è difficile da accettare. “Ogni giorno che passa aumenta il dolore e l’incertezza“, afferma Angelica, sottolineando la necessità di un segnale concreto e immediato.
La famiglia chiede che il tavolo tecnico venga anticipato, per non dover attendere ancora settimane prima di vedere delle azioni concrete. “Non possiamo aspettare fino al 15 luglio“, conclude Angelica, esprimendo la speranza che le istituzioni possano finalmente dare una risposta alla loro disperata attesa.


