Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza Energetica (MASE) ha riattivato il procedimento autorizzativo relativo al tratto Sulmona-Foligno del progetto denominato Linea Adriatica, lungo 169 km. La riapertura dell’iter segue una serie di ottimizzazioni del tracciato proposte da Snamche obbligano ora gli enti territoriali interessati a riesprimere valutazioni e intese sul progetto.
La decisione impone alle amministrazioni locali scadenze precise: entro 15 giorni dalla pubblicazione all’albo pretorio i Comuni possono richiedere integrazioni documentali a Snam; entro 60 giorni devono invece formulare un parere motivato sulle modifiche presentate.
Comuni coinvolti e territorio: Abruzzo in prima linea
L’Abruzzo risulta la regione più interessata dal tracciato: sono 18 i Comuni abruzzesi attraversati, tra cui L’AquilaSulmonaPratola PelignaPizzoliBareteCagnano AmiternoMonterealeRoccacasaleCorfinioCollepietroNavelliCaporcianoSan Pio delle CamerePrata d’AnsidoniaSan Demetrio Ne’ VestiniPoggio PicenzeBarisciano e Popoli Terme. Altri Comuni interessati sono 5 in provincia di Perugia (tra cui FolignoNorcia), 2 in provincia di Macerata e 1 in provincia di Rieti (Cittareale).
Zone a rischio sismico
I Comitati No Snam di L’Aquila e Sulmona hanno segnalato che vaste porzioni del tracciato ricadono in aree a elevata pericolosità sismica e idrogeologica. In Abruzzo le zone con maggior criticità sotto il profilo sismico citate sono l’area dell’Aquilano (faglia di Paganica), la Valle Peligna (faglia del Monte Morrone) e Navelli. Secondo i dati presentati da Snam, diverse porzioni risultano classificate a pericolosità «molto alta» per spostamento verticale della faglia, accelerazione e liquefazione.
Criticità tecniche sollevate e ruolo dell’INGV
Tra le variazioni proposte, alcune riguardano l’adeguamento della progettazione esecutiva in funzione delle verifiche sismiche svolte dall’INGV. I comitati sottolineano che in numerosi casi le misure di mitigazione previste non sarebbero sufficienti a preservare l’integrità della condotta in caso di cedimenti differenziali del terreno. In particolare, Snam avrebbe chiesto di ridurre alcune indagini geotecniche: l’INGV avrebbe respinto tale proposta sostenendo che sarebbe «impossibile una stima affidabile della suscettibilità a liquefazione dei terreni attraversati» senza le prove richieste.
Indagini geotecniche e liquefazione
La stima della susceptibilità a liquefazione è considerata cruciale per definire interventi strutturali adeguati. I comitati richiedono dati aggiuntivi e approfondimenti sulle metodologie adottate nei modelli di rischio, evidenziando come la mancanza di prove dettagliate possa compromettere la valutazione della sicurezza operativa del gasdotto.
Idrogeno, certificazioni dei tubi e richiesta di documentazione
Snam ha dichiarato che la Linea Adriatica è Hidrogen-readyovvero i tubi sarebbero certificati per il trasporto di idrogeno al 100%. I comitati ricordano tuttavia che il decreto di VIA del 7 marzo 2011 autorizzò la condotta esclusivamente per il trasporto di metano e che l’idrogeno non è menzionato nel documento originario. Per questo motivo sostengono che un eventuale cambio di vettore energetico configurerebbe una variante sostanziale che richiederebbe «una nuova Valutazione di Impatto Ambientale».
Certificati di lotto e prove materiali
I Comitati richiedono la pubblicazione dei certificati di lotto dei tubi (in particolare il tubo EUROPIPE L450ME(X65) da 48 pollici interrato a Sulmona), documenti che attestano valori reali di carbonio, zolfo, fosforo e durezza. Tra le richieste vi sono anche i risultati dei test KIH (tenacità e durezza in idrogeno) e la documentazione che dimostri l’analisi dei rischi per le distanze di sicurezza nel caso di trasporto di idrogeno al 100%.
I comitati hanno inoltrato una lettera-promemoria con allegati agli enti competenti, indicando nel dettaglio le integrazioni documentali da chiedere a Snam: ottemperanza alle prescrizioni del decreto VIA, verifiche strutturali rispondenti agli studi INGV su liquefazione e frane, integrazioni allo studio idraulico per impianti in aree classificate dal Piano di Assetto Idrogeologico e i certificati materiali dei tubi.
Infine i comitati segnalano che, nel caso in cui il progetto prevedesse il trasporto di idrogeno in misura totale, sarebbe opportuno sollecitare al MASE la sottoposizione dell’opera a «una nuova Valutazione di Impatto Ambientale». Le amministrazioni locali ora dispongono delle scadenze di 15 e 60 giorni per intervenire formalmente nel procedimento.


