Due sorelle di 16 e 12 anni, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di civitella alfedena, sono state ritrovate la sera del 21 giugno in un appartamento a Formia nel Lazio. Le condizioni di salute delle ragazze sono state valutate buone dalle autorità e sono state trasferite in una struttura protetta nelle vicinanze di Cassino.
Alla luce del ritrovamento, la procura di Sulmona ha disposto l’arresto di tre persone ritenute coinvolte: la madre delle ragazze, il suo compagno e il nonno materno. L’accusa è di sequestro di persona aggravato in concorso la donna è stata portata in carcere a Teramo, mentre gli altri due sono detenuti a Sulmona.
Il ritrovamento a Formia e le persone coinvolte
I carabinieri dell’Aquila, di Latina e dei reparti speciali hanno individuato le due ragazze in un appartamento riconducibile a un parente materno, situato nel quartiere Rio Fresco di Formia. Nell’abitazione viveva un’anziana ottantenne, che è stata iscritta nel registro degli indagati e ascoltata dagli investigatori. La donna ha dichiarato di non sapere che le forze dell’ordine cercassero le ragazze e di averle semplicemente accolte su richiesta di terzi: “Mi hanno portato le bambine e io ho detto ‘perché no'”, ha raccontato durante un’intervista.
Secondo quanto emerso, le ragazze non hanno mostrato manifestazioni plateali di gioia al momento del ritrovamento e si sono ritirate nella stanza dove avevano alloggiato, comportamento che il procuratore di Sulmona ha definito doloroso durante la conferenza stampa. Dopo gli accertamenti sanitari, le ragazze sono state temporaneamente trasferite in una località protetta e sarà il sindaco di Formia a individuare la sistemazione definitiva in una struttura adeguata.
Indagini, prove e ricostruzione dei fatti
Le indagini hanno preso una svolta a seguito dell’analisi di una videochiamata effettuata dalla madre verso un numero attenzionato dagli investigatori. Quel contatto era intestato a un cittadino pakistano ed era legato a un gruppo di schede telefoniche attivate clandestinamente a Napoli nei giorni precedenti la scomparsa. Sulla base di quei riscontri, gli inquirenti hanno concentrato le verifiche e tracciato movimenti utili al ritrovamento.
Le autorità mantengono aperte verifiche su possibili altre persone coinvolte nel trasferimento delle ragazze. Fin dall’inizio delle ricerche gli investigatori hanno ritenuto plausibile l’ipotesi che l’allontanamento non fosse avvenuto senza aiuti esterni, considerando la collocazione isolata della comunità e le limitate possibilità di spostamento notturno con mezzi pubblici. Sono state esaminate immagini di videosorveglianza e sentiti numerosi testimoni, compreso il fidanzato maggiorenne della sorella maggiore, che ha fornito dichiarazioni utili sugli spostamenti presunti delle ragazze.
Interrogatori e misure cautelari
La madre, il compagno e il nonno sono stati interrogati dagli inquirenti negli uffici della procura di Sulmona e, al termine degli accertamenti, sono stati sottoposti a fermo. Restano attive perquisizioni e controlli in tutto il Sud Lazio per raccogliere ulteriori elementi probatori. L’anziana ospitante è indagata a piede libero mentre gli inquirenti approfondiscono la sua effettiva consapevolezza rispetto alla presenza delle due giovani nella sua abitazione.
Contesto familiare e aspetti giudiziari precedenti
Le ragazze vivevano nella comunità per minori di Civitella Alfedena da circa due anni. Anni prima i giudici avevano sospeso la responsabilità genitoriale di entrambi i genitori: al padre erano contestati presunti maltrattamenti, alla madre comportamenti manipolatori. In una fase successiva, il 28 maggio, il tribunale di Cassino aveva restituito la responsabilità genitoriale soltanto al padre.
La procura aveva aperto indagini parallele: un fascicolo contro ignoti per sottrazione di minori e un altro per presunto abbandono di minori nei confronti dei responsabili della struttura. Il padre delle ragazze aveva a sua volta denunciato la comunità per un presunto ritardo nell’attivazione delle ricerche. Tali profili rimangono oggetto di approfondimento mentre procede l’inchiesta sul sequestro.
La vicenda ha suscitato forti reazioni emotive: il padre ha dichiarato fiducia e sollievo, il procuratore ha sottolineato la delicatezza degli interrogatori con le minori e l’importanza di verificare le loro dichiarazioni sul desiderio di restare con la madre. Le autorità proseguono le indagini per chiarire ruoli, responsabilità e modalità del trasferimento avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 giugno.


