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Due sorelle tornano in salvo a Formia: la madre, il compagno e il nonno accusati di sequestro

Dopo quindici giorni di ricerche, Alisya e Sarah sono state rintracciate a Formia e accompagnate in una struttura protetta; la procura ha disposto il fermo di Valentina D'Acunto, Vincenzo Esposito e Marco D'Acunto per sequestro di persona aggravato

Due sorelle tornano in salvo a Formia: la madre, il compagno e il nonno accusati di sequestro

Due sorelle, Alisya (16 anni) e Sarah (12 anni), scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, sono state ritrovate in buone condizioni a Formia e trasferite in una struttura protetta. Le ricerche, iniziate dopo la loro sparizione nella notte tra il 6 e il 7 giugno si sono concluse con l’intervento dei Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e dei comandi provinciali coinvolti, coordinati dalla Procura di Sulmona.

Il recupero delle ragazze è avvenuto in un appartamento di una donna anziana, parente alla lontana della madre, dove le minori sarebbero state tenute per quindici giorni. Alla scoperta è seguito un provvedimento di fermo nei confronti di tre persone: la madre, Valentina D’Acunto il compagno, Vincenzo Esposito e il nonno materno, Marco D’Acunto accusati di sequestro di persona aggravato in concorso.

Come è arrivata la svolta nelle indagini

La svolta investigativa è stata determinata da una comunicazione digitale: una videochiamata partita dal telefono della madre verso un numero collegato alle ragazze. Secondo la Procura, quella chiamata ha confermato la presenza delle minori e ha permesso agli investigatori di localizzare l’appartamento a Formia. La sim utilizzata dalle ragazze era custodita in modo nascosto e risultava intestata a un cittadino pachistano; le schede sarebbero state attivate clandestinamente alcuni giorni prima della scomparsa.

Dettagli sull’operazione e sul fermo

All’arrivo dei militari, le giovani hanno mostrato resistenza e hanno espresso la volontà di restare con la madre: “Vogliamo stare con mamma“, avrebbero detto. Nonostante ciò, i Carabinieri hanno eseguito il decreto di fermo emesso dalla Procura per il concreto pericolo di fuga degli indagati. Al momento del ritrovamento, le ragazze guardavano regolarmente i telegiornali e avevano a disposizione un televisore: erano state confinate in una stanza e vivevano con alimenti e beni portati dai parenti incaricati di custodirle.

Figure coinvolte e reazioni familiari

Tra gli arrestati figura la madre, Valentina D’Acunto che secondo gli inquirenti avrebbe pianificato il prelievo delle figlie dalla struttura in Abruzzo. Il compagno della madre, Vincenzo Esposito e il nonno materno, Marco D’Acunto sono stati posti agli arresti in relazione allo stesso reato. L’anziana che ha ospitato le ragazze ha dichiarato di essere stata contattata e incaricata di tenerle in casa, affermando di non essersi resa pienamente conto della portata della vicenda e di aver ricevuto alimenti e provviste per diversi mesi.

Il padre, Stefano Di Giacinto ha avuto un malore alla notizia del ritrovamento ed è stato trasportato in ospedale per un crollo emotivo. L’avvocato che lo assiste ha descritto anni di contenzioso familiare e provvedimenti giudiziari che avevano già visto la sottrazione delle minori ai genitori nel 2026 e la successiva limitazione della responsabilità genitoriale della madre con provvedimenti del Tribunale.

Questioni ancora aperte e ascolto delle ragazze

Rimangono diversi punti da chiarire: come le due minori abbiano raggiunto Formia, a 110 chilometri da Civitella Alfedena, chi le abbia effettivamente accompagnate durante il trasferimento e se vi siano altri complici che abbiano organizzato la fuga. Nei prossimi giorni le ragazze saranno sentite dai magistrati e dal giudice tutelare per ricostruire dettagliatamente la vicenda e valutare la loro volontà in ordine agli affetti familiari.

Le autorità hanno sottolineato che, dal punto di vista processuale, ciò che le ragazze dichiarano verrà valutato e contestualizzato: la Procura ha riferito di voler approfondire come si sia sviluppato il rapporto di predilezione verso uno o l’altro genitore, dato che la madre era stata in passato definita dai giudici come persona manipolatrice nei provvedimenti che hanno limitato la sua responsabilità genitoriale.

Al termine dell’operazione, le due ragazze sono state accompagnate in una struttura protetta, dove riceveranno supporto psicologico e saranno ascoltate dalle autorità competenti. L’inchiesta prosegue con accertamenti mirati a delineare eventuali responsabilità penali oltre quelle già contestate, mentre la comunità locale segue con attenzione gli sviluppi di una vicenda che ha coinvolto più istituzioni e livelli giudiziari.

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