Il Consiglio comunale di Sulmona è stato convocato per lunedì mattina 6 giugno per affrontare la grave crisi economica e occupazionale che colpisce la Valle Peligna. L’appuntamento nasce dall’urgenza di ricompattare forze sindacali, istituzioni e cittadini attorno all’obiettivo di ottenere il riconoscimento dell’area come area di crisi industriale complessauna misura che potrebbe aprire vie per interventi straordinari e finanziamenti mirati.
La convocazione, promossa con insistenza dalle organizzazioni sindacali e sostenuta dal Coordinamento Per il clima Fuori dal fossileha lo scopo di trasformare un problema territoriale in una vertenza condivisa: non si tratta di una semplice mozione, ma di una chiamata alla responsabilità collettiva per invertire la tendenza al declino demografico ed economico.
La riunione del 6 giugno e la richiesta di riconoscimento
Durante l’incontro del Consiglio comunale si discuterà in primo luogo della proposta di ottenere lo status di area di crisi industriale complessa. Questo riconoscimento, se accordato, potrebbe attivare interventi nazionali e risorse straordinarie per il territorio. La scelta della data, fissata per lunedì mattina 6 giugnosegna la volontà degli attori locali di accelerare una pratica che nei fatti è considerata urgente per arginare la perdita di posti di lavoro e favorire processi di riconversione produttiva.
Il ruolo delle organizzazioni e delle imprese coinvolte
Nel panorama della Valle Peligna emergono criticità legate a realtà produttive e servizi che da tempo sono sotto pressione: tra i nomi citati dalla comunità compaiono aziende e operatori come MarelliCogesa3G e la vicenda degli interventi legati a Snam. La discussione in Consiglio dovrà tenere conto della complessità di questi casi, valorizzando sia la tutela dell’occupazione sia la necessità di strategie di sviluppo sostenibile per il territorio.
Fratture sociali e responsabilità collettiva nella Valle Peligna
Oltre agli aspetti tecnici della richiesta, il dibattito mette in luce una questione più profonda: la frammentazione della comunità locale. Molti cittadini percepiscono la crisi come un problema di settore, delegando la soluzione agli interessati diretti: chi difende l’ospedale si limita al proprio ambito, chi si occupa del Tribunale rivendica competenze specifiche, chi è coinvolto nelle vertenze industriali delega ai sindacati. Questo schema di compartimenti stagni indebolisce la capacità di reazione collettiva.
Il testo dell’appello che verrà portato in Consiglio sottolinea la necessità di superare l’atteggiamento individualistico: è richiesto a ciascun cittadino di riconoscere che la salute del tessuto economico e sociale è una responsabilità comune. L’idea è che piccoli contributi individuali, se sommati, possano costituire una forza capace di sollecitare interventi concreti dalle istituzioni.
Monte San Cosimo come simbolo di impegno collettivo
Tra i luoghi citati nel dibattito figura Monte San Cosimoche viene evocato non solo per il suo valore paesaggistico ma anche come spazio di partecipazione civica. Il richiamo alla tutela dei beni e degli spazi comuni serve a stimolare la partecipazione attiva e a ricordare che la rinascita del territorio passa anche attraverso la cura del patrimonio ambientale e culturale.
L’appello finale rivolto alla cittadinanza è chiaro: uscire dall’isolamento, superare il corporativismo delle singole battaglie e mettere a sistema le richieste di tutela del lavoro, dei servizi e dell’ambiente. Il Consiglio comunale del 6 giugno rappresenta dunque un momento cruciale, ma non esaustivo: sarà il punto di partenza per una mobilitazione che dovrà coinvolgere istituzioni, sindacati, imprese e cittadini nella costruzione di una proposta unitaria per la Valle Peligna.
Firmato da Mario Pizzola e promosso dal Coordinamento Per il clima Fuori dal fossilel’appello lascia aperta la strada alla partecipazione popolare come leva decisiva per non consegnare il territorio a interessi esterni e per contrastare lo spopolamento e la perdita di opportunità economiche.


