Ad Avezzano, una falsa accusa di violenza sessuale in via Kolbe ha scatenato una spirale di indignazione tossica, trasformando una notizia falsa in un’arma politica. La sedicenne coinvolta ha chiarito di essere stata consenziente e di non aver subito alcuna violenzama questo non ha fermato la corsa alla disinformazione.
Claudio Abruzzo, coordinatore territoriale di Italia Vivaha denunciato come la città sia stata usata come campo di addestramento per l’odiocon prese di posizione inconciliabili con il diritto, il buonsenso e persino la minima educazione.
La spirale di odio e disinformazione
La notizia falsa ha scatenato un clima da linciaggio digitalecon toni che nulla avevano a che vedere con la sicurezza dei cittadini e molto con la fame di consenso di chi specula su allarmi inventati. La macchina del fango ha colpito tutto e tutti: il presunto autore, i suoi avvocati, chiunque provasse a ricordare che esiste una cosa chiamata giustizia.
Abruzzo ha denunciato una degenerazione che ha travolto due vicende delicate: il caso Libertini e la falsa accusa di violenza. Entrambe sono state trasformate in carburante per chi vive di slogan e campagne identitarie. Il messaggio di Abruzzo è chiaro: chi ha speculato su un falso stupro ha avvelenato la città più della bugia stessa.
La denuncia di Italia Viva
Nel suo comunicato stampa, Abruzzo ha criticato duramente gli atteggiamenti e le prese di posizione che non sono degni di una città come Avezzano. Ha richiamato alla moderazione nell’affrontare fatti complessi, senza cadere nell’emotività e nel giudizio apodittico.
Abruzzo ha auspicato che nel prossimo futuro ogni attore della vita istituzionale, gli animatori dei corpi intermedi della società, i giornali, i cittadini e gli utenti dei social media operino uno sforzo di riflessione utile ad affrontare tematiche complesse senza farsi strumento e oggetto di quelle bolle speculative di odio sui moderni mezzi di comunicazione di massa.
Le parole di Claudio Abruzzo
“Avezzano è stata usata come campo di addestramento per l’odio”, ha dichiarato Abruzzo. “Chi ha soffiato sul fuoco per un like ha infangato la città più della menzogna stessa. Chi ha attaccato i legali del ragazzo ha calpestato la civiltà giuridica che tiene insieme una comunità.”
Abruzzo ha concluso il suo comunicato sottolineando che Avezzano merita veritànon sciacalli. La città ha bisogno di riflessione e moderazione per affrontare tematiche complesse senza cadere nell’emotività e nel giudizio apodittico.


