Nella giornata dell’11 giugno 2026 la città di Teramo è stata teatro di cinque distinti tentativi di truffa telefonica rivolti ad anziani. In tutti gli episodi le persone chiamate avevano un’età compresa tra i 70 e gli 85 anni e, grazie a prontezza e sospetto, hanno bloccato l’azione dei malfattori segnalandola immediatamente al 112 o ai propri familiari. Le forze dell’ordine hanno aperto accertamenti per risalire agli autori dei raggiri.
Lo schema adottato dai truffatori è stato ricorrente: contatto sul telefono fisso e presentazione come appartenenti all’Armacon motivazioni diverse ma riconducibili a un unico intento, cioè ottenere denaro o informazioni sensibili. Gli anziani, tuttavia, non si sono lasciati ingannare e in ciascuna situazione hanno seguito comportamenti che hanno vanificato la frode.
Dettagli dei cinque episodi avvenuti a Teramo
Nel primo tentativo una donna ha ricevuto una chiamata da un individuo che si è qualificato come carabiniere e ha parlato di presunti problemi legati a un’autovettura. La vittima ha dichiarato di non possedere quel mezzo, ha sospettato della richiesta e ha interrotto la conversazione, allertando poi i famigliari. Nel secondo caso, un uomo è stato informato che la targa della sua auto sarebbe stata clonata e che quel veicolo sarebbe stato utilizzato per una rapina: turbato, ha contattato il nipote che ha poi allertato le forze dell’ordine.
Chiamate su presunte irregolarità amministrative e coinvolgimento in rapine
Un terzo episodio ha visto un finto maresciallo riferire la necessità di recarsi in caserma per presunte irregolarità nell’intestazione di un’auto. L’interlocutore, convinto di non avere problemi, ha chiuso la telefonata e contattato la caserma per verificare la veridicità della richiesta, scoprendo così il tentativo di truffa. In un altro caso una donna ha ricevuto l’accusa che la sua vettura fosse stata impiegata in una rapina a una gioielleria e le è stata richiesta la consegna di denaro per evitare conseguenze giudiziarie: anche lei ha chiamato il 112 invece di cedere alla pressione.
Il caso collegato al Duomo e la reazione della vittima
L’episodio più articolato ha riguardato una signora contattata da un sedicente carabiniere di Teramo che le ha raccontato di un furto in una gioielleria nelle vicinanze del Duomo. I responsabili, secondo il racconto, sarebbero fuggiti a bordo di una Fiat Punto rinvenuta dalle forze dell’ordine; all’interno sarebbe stato trovato un fascicolo con il nome del marito della donna. Le chiamate finalizzate ad ottenere l’apparizione del coniuge in caserma non hanno però convinto la vittima, che ha spiegato come il marito, titolare di un’attività commerciale vicino alla caserma, conosca personalmente molti militari: ciò le è parso incompatibile con una comunicazione limitata al telefono.
Di fronte a dubbi crescenti la donna ha interrotto la chiamata; il truffatore ha poi richiamato sostenendo che si trattasse di una sorta di test dell’Arma per verificare la capacità dei cittadini di riconoscere i raggiri e che lei avesse superato la prova. Anche in questa seconda occasione la signora ha chiuso il telefono e segnalato l’accaduto.
Interventi investigativi del Comando Provinciale di Teramo
Il Comando Provinciale di Teramo ha avviato gli accertamenti necessari per identificare gli autori dei cinque tentativi di raggiro. Sul piano operativo sono in corso verifiche telefoniche e ricostruzioni delle comunicazioni, nel tentativo di rintracciare i canali usati dai malviventi e i mezzi eventualmente coinvolti. Le indagini puntano a ricostruire la concatenazione dei contatti e a capire se esista un filo comune tra i casi.
Le autorità sottolineano l’importanza delle campagne informative svolte negli anni: «L’Arma, da sempre vicina alla popolazione», ricordano i carabinieri, continuerà a promuovere iniziative per raggiungere le fasce più vulnerabili e spiegare le modalità tipiche dei raggiri, oltre alle contromisure pratiche da adottare.
Il comportamento dimostrato dalle vittime in questi episodi — sospettare, interrompere le chiamate e rivolgersi al 112 o ai familiari — è indicato dalle forze dell’ordine come modello di prevenzione efficace. Le autorità inoltre ribadiscono che ogni comunicazione ufficiale che richieda azioni urgenti o trasferimenti di denaro va verificata attraverso canali istituzionali e non tramite numeri o messaggi sospetti.


