La scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, due sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno, ha scosso la comunità locale e sollevato numerose domande. Le due ragazze erano ospiti della comunità educativa Ofh Hope a Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Moliseda maggio 2026. La loro assenza è stata notata nella notte tra sabato e domenica, tra le 2 e le 6 del mattino, quando si sarebbero allontanate dalla struttura.
Un legame indissolubile
Alisya, la sorella maggiore, frequenta l’Istituto Commerciale a Indirizzo Turistico di Castel di Sangro e pratica atletica leggera. È descritta come una ragazza riservata, con un mondo interiore ricco ma spesso difficile da esprimere. Il suo fidanzato, Joseph, ha riferito agli inquirenti che negli ultimi tempi qualcosa in lei sembrava cambiato: «Era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo. Hanno paura del buio».
Sarah, la sorella minore, frequenta la scuola media di Barrea. Anche lei è discreta e silenziosa, molto legata alla sorella maggiore. Un episodio che ha segnato profondamente entrambe è stato il distacco dai loro due cagnolini Jack Russell, ai quali erano molto affezionate. Nonostante fossero sempre composte e educate, la loro scomparsa appare inspiegabile. Alisya tende ad assumere un ruolo di guida, mentre Sarah si affida a lei nei momenti di difficoltà. Il loro rapporto è quasi simbiotico.
Le ricerche in corso
Le ricerche delle due sorelle sono coordinate dai Carabinieri di Castel di Sangrosu delega della Procura di Sulmonache ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori. I Vigili del Fuoco stanno utilizzando droni e cani da mantrailing per setacciare le aree boschive e intorno al Lago di Barrea. I cellulari lasciati in camera dalle sorelle sono stati sequestrati per le indagini.
Le indagini stanno valutando tutte le ipotesi, inclusa quella di un possibile rapimento. L’abitazione della madre, Valentina D’Acunto, è stata perquisita senza esito. Da maggio, il padre, Stefano Di Giacinto, aveva riottenuto la responsabilità genitoriale, ma le sorelle non volevano tornare con lui, come dimostrerebbero alcune lettere scritte dalle due minori. Anche nel Sud Pontino nessuno sa dove siano finite. Il padre, che lavora in una struttura commerciale, si è messo in ferie, mentre la madre, casalinga, è chiusa in casa.
La porta rotta e le domande aperte
Le sorelle sarebbero uscite da una porta e non dalla finestra. «Con una porta rotta poteva entrare e uscire chiunque», afferma il difensore della madre, l’avvocato Enrico Mastantuono. La struttura, priva di sistemi di videosorveglianza interni e di impianti di allarme, ha sollevato interrogativi sulla sua capacità di proteggere i giovani ospiti. L’associazione Penelope Abruzzo ha espresso dubbi sulla credibilità di una fuga notturna da parte di due minorenni e ha lanciato un appello per chiunque possa avere informazioni utili.


