22 Giugno 2026 ☀ 19°

Piano Casa e risorse insufficienti, Caruso chiede programmazione e continuità

Dalla Conferenza Unificata emerge l'appello dell'Upi a rafforzare gli strumenti finanziari per le politiche abitative: risorse per la prima casa, incentivi agli affitti a lungo termine e interventi sul patrimonio pubblico

Piano Casa e risorse insufficienti, Caruso chiede programmazione e continuità

La questione della casa è tornata al centro del dibattito istituzionale dopo la seduta della Conferenza Unificata in cui è stato esaminato il cosiddetto Piano Casa. A margine dell’incontro a RomaAngelo Caruso, vicepresidente nazionale dell’Unione delle Province d’Italia (Upi) e presidente della Provincia dell’Aquilaha richiamato l’attenzione sulla dimensione sociale dell’emergenza abitativa, ribadendo la necessità di misure concrete per famiglie e per il patrimonio pubblico residenziale. In questa fase, l’enfasi è stata posta non solo su misure immediate ma anche sulla necessità di una strategia duratura.

Nel suo intervento Caruso ha sottolineato che “L’emergenza abitativa rappresenta una delle principali sfide sociali che la nostra Nazione è chiamata ad affrontare” e ha descritto il provvedimento valutato in Conferenza Unificata come un tentativo di individuare risposte pratiche. Ha inoltre evidenziato come il patrimonio di edilizia residenziale pubblica sia in molti casi “datato e bisognoso di interventi di manutenzione e riqualificazione“, suggerendo che gli interventi non possono limitarsi a soluzioni tampone ma richiedono pianificazione e risorse adeguate.

Richiesta di risorse per la prima casa e incentivi agli affitti

Durante la discussione in Conferenza Unificata l’Upi ha rappresentato l’esigenza di “implementare le risorse per l’acquisto o la costruzione della prima casa” e di prevedere “maggiori incentivi per gli affitti a lungo termine” da inserire nel decreto-legge che contiene le disposizioni urgenti per il Piano Casa. Questo richiamo evidenzia due linee d’intervento: da un lato sostenere l’accesso alla proprietà per chi è in condizioni di costruire o acquistare, dall’altro rendere più sostenibile e stabile il mercato degli affitti per nuclei familiari che non possono permettersi l’acquisto. L’attenzione è quindi rivolta tanto alle politiche per la prima abitazione quanto alle leve fiscali e di incentivo per il settore dell’affitto.

Programmazione, continuità e finanziamenti strutturali

Pur esprimendo un parere favorevole, Caruso ha messo in guardia sul fatto che “Il parere favorevole espresso dall’Upi nasce dalla consapevolezza della necessità di intervenire” ma che le somme previste “appaiono ancora insufficienti rispetto alle esigenze reali dei territori e soprattutto non rappresentino una dotazione strutturale e stabile nel tempo”. In altre parole, l’Upi sostiene le finalità del provvedimento ma chiede che gli stanziamenti non siano episodici: servono fondi programmati e duraturi per rendere efficaci gli interventi di lungo periodo, sia per la manutenzione ordinaria sia per interventi di riqualificazione più ampi.

Il valore del patrimonio pubblico e le modalità di finanziamento

Secondo il vicepresidente Upi, la manutenzione e il recupero del patrimonio pubblico “richiedono programmazione, continuità e investimenti certi”. In questo contesto l’attenzione si concentra anche sulle fonti di finanziamento: Caruso ha insistito affinché il rafforzamento degli strumenti finanziari per le politiche abitative non avvenga attraverso la semplice rimodulazione di risorse destinate ad altri programmi comunitari o nazionali. La richiesta è chiara: servono stanziamenti dedicati e riconoscibili che possano garantire un percorso di interventi costante e prevedibile sul territorio.

Il discorso si è chiuso con un richiamo più generale ai valori sottesi alle politiche abitative: “Garantire il diritto alla casa significa investire nella coesione sociale, nella dignità delle persone e nella capacità delle comunità di offrire opportunità e servizi adeguati ai cittadini”. Caruso ha ribadito che “Su questo terreno è necessario uno sforzo condiviso e una visione di lungo periodo” che colleghi le risposte emergenziali a politiche strutturali e durature, comparando l’intervento pubblico a un investimento sulla stabilità sociale e sulla qualità della vita nelle comunità.

Le richieste avanzate dall’Upi nella sede della Conferenza Unificata inquadrano una visione che mette insieme urgenza e prospettiva: misure immediate per attenuare l’emergenza abitativa e, al tempo stesso, la costruzione di un sistema di finanziamento e di azione pubblica che sia stabile e programmabile. Le parole di Caruso forniscono così una traccia precisa sulle priorità che le istituzioni locali intendono portare avanti nel confronto con il livello nazionale.

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