Le vie di Avezzano sono state teatro di una marcia che unisce memoria, diritti e richiesta di cura: l’evento fa parte del programma dell’Abruzzo Pride 2026 e ha coinvolto realtà locali come la Casa delle Donne nella MarsicaPresenza Femminista e il Centro Antiviolenza di Avezzano. La manifestazione ha voluto trasformare lo spazio pubblico in un luogo di riflessione condivisa, richiamando l’attenzione su educazione al consensoprotezione dalle violenze e rappresentanza femminile nella toponomastica cittadina.
La camminata, oltre a svolgersi con modalità pacifica, ha collegato punti simbolici della città: dal punto di partenza in Piazza Risorgimento fino all’area sotto la sede del Centro Antiviolenza di Avezzanocon passaggi davanti al Palazzo Comunale. L’obiettivo formale della giornata è stato presentare alle istituzioni la richiesta di avviare l’iter per l’intitolazione della piccola area adiacente a Piazza San Bartolomeo alla memoria di Oria Gargano.
Percorso della camminata e significato del luogo scelto
Il corteo, partito da Piazza Risorgimentoha attraversato le vie cittadine fino a raggiungere uno spazio oggi utilizzato come parcheggio, situato proprio sotto la sede del Centro Antiviolenza di Avezzano. Per gli organizzatori questo punto rappresenta un nodo simbolico: un frammento urbano che può diventare un luogo di memoria e di servizi, capace di collegare la visibilità pubblica all’assistenza concreta. Durante il percorso sono state distribuite parole chiave e materiali informativi volti a promuovere consenso e cura come pratiche quotidiane.
Una risposta pubblica a un episodio di violenza
La manifestazione assume una valenza ancora più urgente alla luce del recente caso di violenza sessuale che ha coinvolto una ragazza di 16 anni ad Avezzano. Gli organizzatori hanno sottolineato che la reazione alla violenza deve andare oltre la pura repressione e prevedere investimenti a lungo termine su educazione affettiva, prevenzione e sicurezza reale negli spazi pubblici. Il messaggio lanciato dalla piazza è stato chiaro: lo spazio urbano deve essere ritessuto per essere accessibile e sicuro per tutte le persone.
La proposta di intitolazione a Oria Gargano e le dichiarazioni pubbliche
Al centro della giornata è stata posta la richiesta formale di intitolare la piazzetta sotto il Centro Antiviolenza a Oria Garganogià presidente e punto di riferimento di Be Free. L’istanza è stata descritta dagli organizzatori come «politica e anche poetica», con l’obiettivo di restituire alla città una memoria che includa chi ha lottato contro le discriminazioni. Come gesto simbolico i partecipanti hanno scoperto idealmente una targa con la dicitura Piazza Oria Gargano per rendere visibile quella memoria.
Durante la marcia, Emanuela Di Nardoportavoce dell’Abruzzo Prideha ribadito che: “L’Abruzzo Pride ormai da tanti anni ha come tema centrale la cura, la cura per tutte le persone” e ha richiamato la necessità di passare dalle parole ai fatti: “Ancore oggi purtroppo non abbiamo un’eguaglianza effettiva, nonostante sulla carta ci sia“, ha detto, ponendo l’accento su temi concreti come la paga equa e il diritto a muoversi senza subire molestie: “dobbiamo lottare per una paga equa, dobbiamo lottare per la libertà di poter andare in giro senza essere molestate o disturbate“.
La coordinatrice del Centro Antiviolenza di AvezzanoDaniela Seneseha spiegato il senso della mobilitazione: “siamo qui per occupare gli spazi, per occupare le strade, le piazze di questa città, perché sono caratterizzate da un’assenza rumorosissima e cioè quella delle donne e delle soggettività marginalizzate“. Senese ha inoltre sottolineato la natura intersezionale della lotta contro le violenze: “Lottare contro la violenza contro le donne significa lottare anche contro la violenza, la homo-lesbobi-transfobia e la violenza contro tutte le soggettività marginalizzate“.
La giornata prosegue con un incontro serale a Emily – Messaggeria e fa parte del calendario che culminerà il 27 giugno con la manifestazione regionale a Giulianova. L’azione a Avezzano punta a collegare memoria, presenza politica e servizi sul territorio, mentre si richiama l’attenzione anche sulla rappresentazione storica delle donne nella toponomastica locale: il documento degli organizzatori evidenzia come la memoria stradale del territorio del Fucino tenda a cancellare le figure femminili attive nella storia sociale ed economica.
Con la proposta di intitolazione a Oria Gargano, le realtà promotrici — tra cui Casa delle Donne nella MarsicaPresenza FemministaBe Free e Terre Marsicane — intendono avviare un percorso formale volto a riaffermare la centralità della cura e della tutela delle vulnerabilità nella vita pubblica cittadina.


