22 Giugno 2026 ☀ 19°

Donanemab a Vasto: le prime infusioni nell’ambito di un programma multidisciplinare

A Vasto la Clinica neurologica ha avviato infusioni di Donanemab per due donne con Alzheimer in fase iniziale, grazie a un percorso clinico multidisciplinare e all'uso compassionevole del farmaco.

Donanemab a Vasto: le prime infusioni nell’ambito di un programma multidisciplinare

La Clinica neurologica dell’ospedale di Vasto ha avviato un programma terapeutico innovativo con Donanemab, un anticorpo monoclonale anti-amiloide, somministrando le prime infusioni a due donne di 60 e 65 anni. Il trattamento è stato effettuato nell’ambito dell’uso compassionevole del farmaco, una procedura che permette l’accesso a terapie ancora non pienamente autorizzate per pazienti selezionati quando le opzioni disponibili risultano limitate.

Un percorso organizzativo costruito su più competenze

Dietro la somministrazione delle infusioni si è attivata una rete di professionalità che ha reso possibile la gestione sicura della terapia. Il progetto ha coinvolto il personale della Clinica neurologica, il Servizio farmaceutico della Asl Lanciano Vasto Chieti, i reparti di Radiologia e il Pronto soccorso dell’ospedale. Questa integrazione è servita a definire protocolli rigorosi per il monitoraggio clinico e le procedure di somministrazione.

La collaborazione con l’università

Fondamentale è stata la cooperazione scientifica con il servizio di Genetica medica e il dipartimento di Patologia generale dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, che ha fornito supporto diagnostico e consulenze per l’inquadramento biologico dei pazienti. Questo tipo di sinergia tra ospedale e università è spesso decisiva per attivare studi clinici complessi e per garantire l’aderenza a standard internazionali.

Perché Donanemab rappresenta una novità

Donanemab non è un farmaco sintomatico come molti trattamenti tradizionali: è progettato per intervenire sui processi biologici che contribuiscono all’Alzheimer, in particolare sull’accumulo di amiloide nel cervello. L’obiettivo è rallentare l’evoluzione clinica nelle fasi iniziali della malattia, operando sulla sua fisiopatologia piuttosto che limitarsi ad alleviarne i sintomi.

Meccanismo di azione e aspettative

Questo tipo di terapia mira a riconoscere e rimuovere aggregati di peptidi amiloide attraverso l’intervento mirato del monoclonale. Sebbene non sia una cura definitiva, l’approccio può modificare il corso della malattia quando applicato tempestivamente ai pazienti in fase precoce, offrendo la possibilità di stabilizzare funzioni cognitive e rallentare il declino.

Implicazioni per l’assistenza locale e il modello aziendale

Per la direzione della Asl Lanciano Vasto Chieti il programma avviato a Vasto rappresenta un modello verso cui orientare l’offerta sanitaria: potenziare ricerca, innovazione e assistenza specialistica in tutte le strutture, con percorsi di cura personalizzati e conformi ai più elevati standard internazionali. L’intento è estendere progressivamente l’accesso a terapie avanzate e consolidare percorsi assistenziali strutturati per le demenze.

Impatto sui pazienti e sulle famiglie

L’introduzione di protocolli che agiscono sui processi biologici alla base dell’Alzheimer porta nuove speranze per i pazienti e i loro caregiver: interventi precoci e monitorati possono significare più tempo di autonomia e una migliore qualità della vita. Tuttavia, è importante sottolineare che ogni terapia ha indicazioni specifiche, effetti attesi e possibili rischi, che devono essere valutati caso per caso da un team multidisciplinare.

Prospettive di ricerca e sviluppo clinico

La somministrazione nelle condizioni di uso compassionevole apre anche opportunità per raccogliere dati clinici e osservazionali utili a studi successivi. Il Centro demenze della Clinica neurologica di Vasto, impegnato da anni in attività scientifiche e assistenziali, potrà integrare i risultati ottenuti in una più ampia linea di ricerca clinica avanzata, contribuendo alla comprensione dell’efficacia e della sicurezza delle terapie anti-amiloide.

In conclusione, l’avvio delle infusioni di Donanemab a Vasto segna un passaggio significativo per la gestione delle demenze: combina l’accesso a una terapia innovativa con un impianto organizzativo multidisciplinare che garantisce controlli, supporto e rigore scientifico, offrendo così un esempio operativo per l’espansione di percorsi terapeutici simili in altre realtà sanitarie.

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