Undici giorni dopo la scomparsa di Sarah Di Giacinto, 12 anni, e Alisya, 16 anni, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, le ricerche continuano senza sosta. Un nuovo indizio è emerso: un fermaglio che potrebbe appartenere a Sarah è stato trovato vicino a un sentiero nella parte alta del paese. Un’amichetta ha confermato che l’oggetto è della minore scomparsa.
Le circostanze della scomparsa
Le due sorelle si sono allontanate dalla struttura nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno. Vivevano nella casa famiglia in provincia dell’Aquila dopo una separazione burrascosa dei loro genitori, residenti a Minturno. Le ragazze, che avevano l’abitudine di dormire con la luce accesa per la paura del buio, si sono avventurate fuori di notte portando con sé solo trucchi e un cambio di abiti.
L’ultima volta che sono state viste, le sorelline erano sedute in un bar del paese, riprese dalle videocamere di sorveglianza. Gli educatori erano presenti nella stessa area e le hanno riaccompagnate nella struttura intorno alle 23. Poche ore dopo, alle 2 del mattino, Alisya ha chiesto un farmaco per il mal di pancia. Questo potrebbe essere stato un pretesto per osservare i movimenti nella casa famiglia. Le ragazze sono poi entrate nella stanza adibita a studio, sono scese da una finestra su una tettoia e hanno raggiunto l’esterno, scomparendo nel nulla.
Le ricerche in corso
Le operazioni di ricerca sono concentrate nella zona di Civitella Alfedena, sopra i boschi fitti del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un elicottero dei vigili del fuoco sta sorvolando l’area per cercare altre tracce delle ragazze. Gli esperti del Soccorso alpino e speleologico, affiancati dai vigili del fuoco, stanno setacciando i boschi, le montagne e i corsi d’acqua utilizzando droni, cani molecolari ed elicotteri.
Le ricerche si sono estese anche ai rifugi in quota, casolari isolati, grotte e abitazioni disabitate. È stata coinvolta una task force di circa 50 uomini tra vigili del fuoco, soccorso alpino e speleologico, protezione civile e volontari. Gli specialisti del soccorso alpino della Guardia di finanza di Roccaraso, con unità cinofile, hanno battuto diverse aree, tra cui la Valle Jannanghera e la zona della Camosciara.
Il giallo dei telefoni
Tre numeri di telefono sono al centro delle indagini. Due risultano inattivi da circa 96 ore, ma avrebbero agganciato la rete per almeno quattro giorni dopo la scomparsa. Uno dei dispositivi è intestato a un familiare. Il segnale, inizialmente localizzato nell’area del parco nazionale, si è interrotto intorno a mercoledì.
La Procura di Sulmona ha aperto due fascicoli: uno per sottrazione di minori e l’altro per abbandono di minori nei confronti dei responsabili della casa famiglia. Le indagini si concentrano sul possibile coinvolgimento di persone conosciute dalle ragazze o appartenenti alla loro sfera relazionale e familiare.
Le dichiarazioni e le piste investigative
I carabinieri hanno ascoltato più volte Joseph, il fidanzato di Alisya, 18 anni, di origine egiziana. Il giovane ha riferito che sarebbe stata la madre a prelevare le ragazze e a portarle in una casa, ma le ricerche in tal senso non hanno dato esito.
Un elemento che gli investigatori stanno ricostruendo è la possibile conoscenza da parte delle ragazze di un provvedimento del Tribunale di Cassino del 28 maggio, che dichiarava la decadenza della responsabilità genitoriale della madre. Le minori avrebbero dovuto tornare a vivere con il padre, Stefano Di Giacinto, ex militare dell’Esercito, che aveva riacquistato la responsabilità genitoriale.
Le indagini si stanno concentrando anche su una possibile rete di protezioneforse non italiana, legata a persone di cui le due minori si fidavano, che potrebbero avere offerto copertura e alloggi. Sarah è affetta da celiachia, il che aggiunge un ulteriore livello di preoccupazione per la sua salute.
Le operazioni di ricerca continuano senza sosta, con l’auspicio di trovare presto nuove tracce che possano portare alla scoperta delle due sorelle scomparse.


