La 26ª edizione del Festival Internazionale di Bande Musicali e Majorettes ha trasformato il cuore di Giulianova in una vetrina di colori, musica e coreografie. Piazza Buozzi è stata il teatro della cerimonia conclusiva, dove le formazioni partecipanti si sono esibite davanti a un pubblico numeroso prima dell’assegnazione dei premi che hanno celebrato eccellenze provenienti da tre continenti.
La rassegna ha alternato momenti di parata sul lungomare, prove e uno spettacolo serale con esibizioni in piazza: una formula che ha coinvolto residenti e visitatori in un percorso musicale diffuso per la città.
Il podio e i premi principali
Al vertice della classifica si è piazzata la Takigawa Dai Ni High School Wind Orchestra and Marching Band del Giappone, che ha conquistato il primo premio assoluto e una serie di riconoscimenti settoriali. La formazione nipponica è stata premiata anche come miglior banda sinfonica, miglior show band, per la miglior coreografia e ha ottenuto il titolo di miglior solista, assegnato al musicista Koharu Ikeda.
Al secondo posto si è classificata la Riga Technical University Student Brass Orchestra “SPO” dalla Lettonia, mentre il terzo gradino del podio è andato al Corpo Bandistico Pontolliese di Ponte dell’Olio. Il premio attribuito dalla giuria popolare è stato assegnato alla San Isidro Show Band dell’Honduras, che ha festeggiato sul palco insieme alle autorità del proprio paese.
Riconoscimenti speciali
Tra i premi collaterali, le Starlight Ferentum di Viterbo si sono aggiudicate il titolo di miglior gruppo di majorettes e il premio per i migliori costumi, mentre il premio come miglior direttore è stato conferito al Maestro Martin Marklund della Halmstad Symphonic Band (Svezia). Altri riconoscimenti hanno valorizzato la componente giovanile, il folclore e le formazioni atipiche, con menzioni per gruppi provenienti da Polonia, Repubblica Ceca, Antille e altre realtà internazionali.
Programma e momenti più significativi
La manifestazione ha combinato momenti competitivi e appuntamenti aperti: prove aperte allo stadio, una parata che ha animato il lungomare centrale e il gran finale in piazza con il concerto serale. Sul palco si sono alternate formazioni nazionali e internazionali, offrendo un mix di repertori marciabili, brani sinfonici e coreografie studiate nei minimi dettagli.
Tra le presenze segnate nel cartellone figuravano formazioni dall’Europa, dall’America centrale e dal Caribe, oltre alla compagine giapponese che ha richiamato l’attenzione per la capacità di unire rigore musicale e impatto scenico.
Il valore della manifestazione
Oltre alla competizione, il festival ha promosso lo scambio culturale e la collaborazione tra scuole e gruppi musicali di diversa provenienza, creando un contesto di confronto artistico e sociale. Il pubblico ha potuto seguire sia esibizioni di grande impatto visivo sia momenti più intimi, come le performance solistiche e i passaggi orchestrali che hanno esaltato la tecnica dei musicisti.
Organizzazione, numeri e ringraziamenti
Gli organizzatori hanno sottolineato la complessità logistica dell’evento, che ha visto la partecipazione di numerose formazioni: secondo gli promotori, sono state coinvolte 19 compagini provenienti da undici paesi su tre continenti. Questo livello di partecipazione ha richiesto coordinamento per prove, trasferimenti e programmazione degli eventi serali.
Gli ideatori e patron della rassegna, Mario Orsini e Gianni Tancredi, hanno definito l’edizione come una delle più impegnative dal punto di vista organizzativo, ma anche la più gratificante per la risposta del pubblico e per l’alto livello tecnico offerto dalle bande e dai gruppi di majorettes.
Elementi di contorno
Il trofeo riservato ai vincitori, realizzato da un maestro orafo, e la partecipazione di ospiti musicali e autorità locali hanno contribuito a conferire alla serata un profilo celebrativo oltre che competitivo. Le esibizioni diffuse in più punti della città hanno trasformato Giulianova in un percorso musicale aperto, capace di coinvolgere chi passeggiava sul lungomare così come chi sostava in centro storico.
In sintesi, la 26ª edizione del festival ha ribadito il ruolo dell’appuntamento come vetrina internazionale per le bande musicali, combinando competizione, spettacolo e scambio culturale in una formula che ha riscosso consenso tra pubblico e partecipanti.


