Sette giorni di ricerche intense, ma ancora nessuna traccia di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse nella notte tra sabato e domenica scorsi da una comunità educativa a Civitella Alfedenanel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le ragazze, originarie di Minturnoerano ospiti della struttura Ofh Hope da, su disposizione del giudice minorile di Cassinoa seguito di una complessa vicenda familiare.
Le indagini e le telecamere che potrebbero aver ripreso l’ultima traccia
La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e sta analizzando attentamente le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunale. Secondo quanto emerge, alcune telecamere avrebbero ripreso dei veicoli transitati a poca distanza dalla struttura negli orari compatibili con la scomparsa delle ragazze. Questo dettaglio potrebbe essere cruciale per ricostruire la dinamica degli eventi.
Gli inquirenti non escludono alcuna pista investigativa, compresa quella del rapimento o del sequestro. Non viene trascurato nulla: ieri sono arrivati a Civitella Alfedena i sommozzatori dei vigili del fuocoche hanno scandagliato il vicino lago di Barrea e ispezionato le arcate dei due ponti, per escludere l’ipotesi di un incidente.
La vita delle ragazze e il contesto familiare
Alisya e Sarah frequentavano la scuola in Abruzzo e venivano descritte come tranquille e diligenti. Alisya era iscritta all’istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangromentre Sarah frequentava la scuola media di Barrea. La scomparsa è avvenuta pochi giorni prima della chiusura dell’anno scolastico, il 9 giugno.
La situazione familiare delle ragazze era complessa. I genitori, separati dal 2026, erano in lite da anni per l’affidamento delle figlie. La madre, Valentina D’Acunto, era stata descritta in alcuni atti come figura manipolatricementre entrambi i genitori erano stati indicati come non pienamente in grado di gestire la situazione in modo equilibrato. Solo nel maggio scorso, il padre Stefano aveva riacquistato la responsabilità genitoriale, avviando un percorso di riavvicinamento alle figlie.
Le passioni e i sogni delle ragazze
Alisya era una ragazza riservata e molto sensibile, con un mondo interiore ricco ma difficile da esprimere. Tra le sue passioni figuravano la danza e l’atletica leggera, attività che rappresentavano per lei una valvola di sfogo. Coltivava inoltre un forte interesse per la criminologia, con il sogno di intraprendere in futuro un percorso professionale in questo ambito.
Sarah, la sorella minore, era descritta come una bambina dolce, discreta e profondamente legata alla maggiore, punto di riferimento costante nella sua quotidianità. Anche lei veniva indicata come emotiva e fragile emotivamente, probabilmente a causa delle difficoltà vissute negli ultimi anni. Il suo sogno era quello di diventare estetista.
Gli appelli dei genitori e le ricerche
La madre Valentina D’Acunto ha diffuso un accorato messaggio audio per le figlie: “Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata, e ricordatevi che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Fateci sapere che state bene, vi prego tornate”.
Le ricerche proseguono senza sosta. Sul campo operano vigili del fuoco con unità cinofile e droni, concentrati soprattutto nelle zone boschive e nel lago di Barrea, aree che le ragazze conoscevano e frequentavano, accompagnate dagli educatori. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Teramo ha effettuato diverse ricognizioni ieri nel lago, concentrandosi soprattutto nelle zone dei due ponti, considerate critiche per la visibilità.


