Sabato 20 giugno, a Morino Vecchio si tiene “Morino è Bene Comune”, una passeggiata-laboratorio di progettazione partecipata nel centro storico, organizzata da cittadini, associazioni e giovani. L’iniziativa coinvolge famiglie e residenti lungo i vicoli del borgo per condividere proposte concrete sul futuro del territorio.
L’evento è rilevante perché apre un processo decisionale condiviso e strutturato, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio storico in un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo. L’informazione è in aggiornamento, ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026e integra le fasi operative e il sostegno istituzionale già confermati.
Passeggiata-laboratorio nel centro storico
La passeggiata si svolge tra i vicoli e le piazze del borgo, dove sono allestiti punti di riflessione e lavoro per il confronto tra cittadini ed esperti. Il percorso permette di osservare da vicino criticitàpunti di forza e opportunità, con focus su patrimonio architettonicoattività economiche sostenibili e spazi pubblici inclusivi. La metodologia adotta un approccio multidisciplinare che integra tradizione locale e innovazione socialeper mettere a fuoco priorità e risorse attivabili nel breve e medio periodo.
La partecipazione è stata preparata nei mesi precedenti con riunioni e raccolta di idee da parte del gruppo civico promotore e delle associazioni. La formula di progettazione partecipata consente ai residenti di incidere direttamente sulle scelte, trasformando l’osservazione sul campo in ipotesi di intervento toccando arredo urbano, accessibilità, fruizione culturale e micro-imprenditorialità locale.
Fasi operative e confronto istituzionale
L’evento del 20 giugno è strutturato in tre passaggi: una passeggiata esplorativa guidata per mappare bisogni e potenzialità; un laboratorio creativo per sviluppare progetti e concept; una sessione finale di presentazione a esperti e rappresentanti delle istituzioni locali. Questa ultima fase è cruciale per la fattibilità degli interventi e per l’allineamento con strumenti amministrativi e finanziari.
Le autorità comunali hanno espresso sostegno al percorso, dichiarando disponibilità a collaborare per tradurre le proposte in azioni. Il confronto con gli uffici tecnici e gli esperti mira a definire priorità, tempi e possibili fonti di finanziamento, con attenzione alla tutela dei beni storici, alla sostenibilità degli usi e alla qualità della vita. L’obiettivo è consolidare un canale stabile di dialogo tra comunità e amministrazione per la fase successiva di co-progettazione.
Le voci della comunità e le attese
La mobilitazione locale è stata ampia. “Questa è un’opportunità unica per ridare voce ai cittadini e per costruire insieme un futuro migliore per il nostro borgo”, ha dichiarato Maria Rossi, tra gli organizzatori. “È fondamentale che i giovani abbiano un ruolo attivo nella progettazione del futuro di Morino Vecchio”, ha aggiunto il giovane attivista Luca Bianchi. Le attese includono rilancio turistico, valorizzazione culturale e servizi più efficienti.
Molti residenti hanno segnalato obiettivi concreti: percorsi di visita più chiari, spazi di incontro, sostegno a piccole attività coerenti con l’identità del borgo e interventi di accessibilità. La comunità punta a una identità condivisa capace di attrarre visitatori e migliorare la vita quotidiana, con interventi scalabili e misurabili, per evitare soluzioni episodiche e favorire continuità.
Un modello replicabile nei piccoli borghi
L’esperienza di Morino Vecchio si colloca nel filone nazionale della partecipazione civica nei centri storici, come risposta alle pressioni di spopolamento e declino economico. Il processo mira a consolidare un piano di sviluppo condiviso, dove la comunità è protagonista e le scelte sono co-disegnate con tecnici e istituzioni. La replicabilità dipende dalla capacità di integrare governance locale, volontariato e competenze, mantenendo attenzione a tutela e innovazione.
L’evento del 20 giugno segna l’avvio operativo di un percorso che prevede ulteriori momenti di lavoro e confronto. La cornice partecipativa è pensata per produrre risultati documentati e monitorabili, con passi successivi dedicati alla definizione dei progetti prioritari e alla valutazione degli impatti sul borgo.


