23 Giugno 2026 ☀ 16°

Natale 2026: il presepe di Atessa e Vasto a Piazza San Pietro

Per Natale 2026, Piazza San Pietro ospiterà un presepe abruzzese realizzato dall'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, un capolavoro che unisce fede e tradizione contadina

Natale 2026: il presepe di Atessa e Vasto a Piazza San Pietro

Per il Natale 2026, Piazza San Pietro si prepara ad accogliere un presepe che promette di essere un vero e proprio viaggio spirituale e culturale. Realizzato dall’Arcidiocesi di Chieti-Vasto in collaborazione con l’Associazione Amici del Presepe di Atessa, la Libera Confraternita degli Artisti e il Centro Educazione Carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto, questo presepe rappresenta un connubio perfetto tra la narrazione sacra e la cultura contadina abruzzese.

L’iniziativa è stata annunciata attraverso una nota diffusa da Vatican News, sottolineando come l’opera sia frutto di una sinergia tra diverse realtà locali che hanno lavorato insieme per creare un’opera d’arte che unisce il messaggio biblico con la tradizione rurale abruzzese.

Un presepe che racconta la vita contadina abruzzese

La struttura della Natività richiamerà l’antica architettura povera della regione. La capanna, con le sue caratteristiche coperture in paglia, ricorderà i luoghi di lavoro dei contadini e le storiche abitazioni rurali note come Pagliarelli o Pinciarerealizzate semplicemente in terra e paglia. Questi simboli di una vita essenziale ma accogliente saranno il cuore del presepe, popolato da pastori e greggi in terracotta vestiti con i costumi tipici abruzzesi, panni grezzi e pelli di pecora, a testimonianza di una fede semplice e sincera.

Tra gli elementi più significativi del presepe, spicca una pecora nera, inserita volutamente per evocare l’essere prediletti dalla divina misericordia. Essa simboleggia l’umanità smarrita e il peccatore che Cristo cerca e vuole ricondurre a sé, a testimonianza del fatto che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore. La pecora nera rappresenta la fragilità umana e la cura speciale che il Buon Pastore riversa su di essa.

La Torre del Gregge e l’angelo annunciatore

Sulla sommità dell’edificio principale, il presepe sarà sormontato da una struttura svettante su cui veglia un angelo annunciatore. Questa costruzione richiama visivamente la biblica Migdal Ederla Torre del Greggeun luogo che la tradizione e la Scrittura indicano come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta. L’angelo, con il suo annuncio, simboleggia la Gloria del Verbo fatto uomo, aggiungendo un ulteriore livello di significato spirituale all’opera.

Completano la scenografia animali e arredi tipici della tradizione rurale abruzzese, creando un ambiente che trasporta i visitatori nel cuore della vita contadina della regione. Ogni dettaglio è stato curato per riflettere la semplicità e l’autenticità della vita rurale, rendendo il presepe un’esperienza contemplativa unica.

L’abete bianco del Parco Nazionale del Pollino

Accanto al presepe, in Piazza San Pietro sarà innalzato un maestoso abete bianco di circa 25 metri, proveniente dal bosco di Cugno dell’Acero, nel comune di Terranova di Pollino (Potenza). L’albero, prelevato dal Parco Nazionale del Pollino, si trova a quasi mille metri di altitudine, alle pendici del monte Calvario, nella parte più alta del fiume Sarmento. Questo abete, con la sua imponenza e bellezza, contribuirà a creare un’atmosfera natalizia indimenticabile.

Per l’Aula Paolo VI, la Fondazione Carnevale di Viareggio ha donato un presepe ambientato nel contesto marinaro della tradizione locale. Qui, gli elementi del mare e della vita dei pescatori assumono valore simbolico e spirituale. Particolare rilievo viene attribuito alla figura di San Giuseppe, presentato come custode della fragilità e della luce, mentre i Re Magi, reinterpretati come pescatori, offrono doni legati al mare, evocativi di comunità, accoglienza e abbondanza.

Questo Natale, Piazza San Pietro si trasformerà in un luogo di incontro tra fede e tradizione, offrendo ai visitatori un’esperienza unica che unisce la spiritualità con la ricca cultura contadina abruzzese. Un viaggio che inizia dalla semplicità delle Pagliarelli e arriva fino alla Gloria del Verbo fatto uomo, attraverso un presepe che racconta storie di vita, fede e misericordia.

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