23 Giugno 2026 🌤 17°

Restauro Torre Civica L’Aquila: parte il cantiere finanziato dall’Australia

Il recupero della Torre Civica di Palazzo Margherita a L'Aquila prende il via con una donazione arrivata dalla comunità italiana in Australia e il supporto del Governo australiano; i lavori, affidati alla Fondazione Carispaq, dureranno 467 giorni.

Restauro Torre Civica L’Aquila: parte il cantiere finanziato dall’Australia

La città dell’Aquila segna oggi una tappa importante nel lungo percorso di ricostruzione post-sisma: è stato avviato il cantiere per il recupero e il consolidamento della Torre Civica di Palazzo Margherita, intervento simbolico per il centro storico. L’operazione è resa possibile grazie ai fondi raccolti dalla comunità italiana in Australia dopo il terremoto del 6 aprile del 2009, con il sostegno istituzionale del Governo australiano e un contributo complessivo di circa 2,9 milioni di euro.

Un atto di solidarietà che diventa progetto

La somma donata dalla comunità australiana ha atteso anni prima di trovare una destinazione operativa: la convenzione per l’attuazione dell’intervento è stata firmata con il Comune dell’Aquila e la Fondazione Carispaq in agosto del 2026. Alla cerimonia di apertura del cantiere, svoltasi nel 2026, hanno preso parte rappresentanti istituzionali e diplomatici, tra cui l’ambasciatrice d’Australia in Italia Julianne Cowley, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il prefetto Vito Cusumano e il presidente della Fondazione Fabrizio Marinelli.

Da donazione a intervento

La vicenda dimostra come una raccolta fondi internazionale possa trasformarsi in un progetto concreto. Il contributo originario promosso dal Comitato degli Italiani in Australia, insieme a soggetti media e comunitari, è stato quindi incanalato in un’opera che mira a restituire al centro storico un elemento identitario di grande valore, sia storico che simbolico.

Caratteristiche tecniche dell’intervento

Il progetto prevede una serie di interventi strutturali e di restauro conservativo: il consolidamento delle murature, la messa in sicurezza delle fondazioni e la realizzazione di una struttura interna in acciaio che consentirà l’inserimento di una scala di ispezione. Saranno inoltre eseguiti il restauro dell’apparato lapideo e la conservazione degli elementi decorativi recuperati, sempre nel rispetto delle peculiarità storiche del manufatto.

Durata e modalità di esecuzione

I lavori sono stati affidati a un raggruppamento temporaneo di imprese specializzate e avranno una durata prevista di 467 giorni. L’operazione rientra in un programma più ampio di valorizzazione del centro storico, in un anno particolarmente significativo per la città in quanto Capitale italiana della Cultura 2026. La scelta delle ditte e la procedura di gara sono state orientate a privilegiare criteri tecnici e qualitativi per garantire il rispetto del valore storico del bene.

Ruoli istituzionali e governance del progetto

La Fondazione Carispaq svolge il ruolo di soggetto attuatore, coordinando la fase esecutiva dell’intervento in virtù della convenzione siglata con il Comune. Come ha sottolineato il presidente Fabrizio Marinelli, la fondazione ha agito da facilitatore per mettere insieme istituzioni e donatori, trasformando un gesto di solidarietà in un programma operativo al servizio della collettività.

Valore simbolico e memoria collettiva

Per il sindaco Pierluigi Biondi l’avvio dei lavori rappresenta il compimento di una promessa e la protezione di un simbolo identitario: la Torre Civica custodisce elementi della storia cittadina e la sua riapertura contribuisce al recupero della memoria comunitaria. Anche il presidente Marco Marsilio ha evidenziato come ogni restauro sia un tassello che riporta l’Aquila alla sua identità autentica.

Impatto locale e prospettive

Il recupero della Torre Civica non è un intervento isolato: si inserisce in un percorso di riqualificazione del centro storico che mira a ricostruire non solo gli edifici ma anche il senso di appartenenza dei residenti. La presenza dell’ambasciatrice Julianne Cowley ha inoltre sottolineato la rilevanza del legame tra la comunità italiana in Australia e il territorio aquilano, testimonianza di una cooperazione che supera i confini nazionali.

Con la posa del primo cantiere si apre una fase operativa che dovrebbe restituire alla città uno dei suoi monumenti più rappresentativi: il percorso di lavoro, monitorato dalle istituzioni locali e dai soggetti promotori, sarà determinante per il buon esito dell’intervento e per la tutela degli interessi dei donatori che hanno reso possibile l’operazione.

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