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Rosa Pestilli a L’Aquila: nessun passo indietro sui diritti delle donne

A L'Aquila il 15 giugno la presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo, Rosa Pestilli, ribadisce che «non è ammissibile fare un solo passo indietro» nella protezione delle donne e nel riconoscimento normativo del femminicidio.

Rosa Pestilli a L’Aquila: nessun passo indietro sui diritti delle donne

Il 15 giugno a L'Aquila la presidente della Commissione Pari Opportunità Regione AbruzzoRosa Pestilliha rilanciato un appello istituzionale sul valore delle tutele contro la violenza di genere. In una dichiarazione pubblica la presidente ha richiamato l’attenzione sulle conquiste normative e sociali che, a suo avviso, costituiscono punti di non ritorno nella tutela delle vittime.

La sua posizione prende forza ricordando la sequenza legislativa che ha segnato l’evoluzione del quadro normativo italiano: dalla prima legge del 2013 fino al Codice Rosso del 2019con la successiva introduzione del reato autonomo di femminicidio inserito nell’articolo 577-bis del codice penale. Questi passaggi, ha sottolineato Pestilli, non sono semplici modifiche tecniche ma rappresentano una trasformazione culturale e giuridica del sistema di protezione.

Rosa Pestilli a L’Aquila: la specificità del femminicidio nel diritto

Nella sua analisi, Rosa Pestilli ha respinto con decisione le posizioni che equiparano il femminicidio a un omicidio qualunque. Ha spiegato come, da un punto di vista tecnico-giuridico, il riconoscimento della natura strutturale di questa violenza sia coerente con la Convenzione di Istanbul e con l’orientamento moderno del diritto penale. Definire il fenomeno senza questa prospettiva significa, secondo la presidente, sostenere un arretramento interpretativo che andrebbe a cancellare anni di evoluzione normativa.

Riferimenti normativi e passaggi parlamentari

La presidente ha ricordato che il percorso legislativo è stato caratterizzato da convergenze politiche importanti, culminate con il riconoscimento del reato di femminicidio e l’approvazione unanime in Parlamento. In particolare, Pestilli ha citato la sequenza temporale «dalla prima legge del 2013 al Codice Rosso del 2019» come elemento che attesta la volontà istituzionale di dotare il Paese di strumenti più incisivi. L’introduzione dell’articolo 577-bis è stata presentata come la cristallizzazione normativa di questa evoluzione.

Il ruolo delle istituzioni e dei presidi territoriali in Abruzzo

La presidente della Commissione ha rivolto un forte richiamo alla classe politica e amministrativa: «La politica ha il dovere etico e istituzionale di costruire, cambiare e innovare», ha detto, ribadendo che le istituzioni devono consolidare le reti di protezione già esistenti e non indebolirle. Tra questi presidi la Commissione Pari Opportunità Regione Abruzzo mette in primo piano il lavoro quotidiano dei Centri Antiviolenza e l’impegno delle Forze dell’Ordine, elementi fondamentali per fornire accoglienza, competenze specialistiche e interventi tempestivi.

Pestilli ha insistito sul fatto che negare la specificità del femminicidio significa, nei fatti, sminuire l’azione di operatori e strutture che ogni giorno affrontano casi complessi e delicati. Per questo motivo, ha aggiunto, occorre rafforzare il supporto territoriale con strumenti efficaci e risorse adeguate. La presidente ha annunciato che la CPO Abruzzo vigilerà affinché il territorio rimanga un presidio saldo dell’evoluzione normativa e culturale.

Raccordo con le iniziative parlamentari

Nel corso dell’intervento Pestilli ha richiamato anche l’assetto istituzionale a livello nazionale, evidenziando la nascita, per la prima volta in forma bicamerale, della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidiopresieduta dall’On. Martina Semenzato. Questo organismo è stato citato come un segnale della direzione chiara intrapresa dalle istituzioni verso un approccio condiviso e unitario nel contrasto alla violenza di genere.

La presidente ha concluso ribadendo che «non è ammissibile fare un solo passo indietro» e che «I diritti conquistati non sono concessioni temporanee». Ha ricordato che il contrasto alla violenza richiede «una visione alta, rigorosa e soprattutto unitaria», ponendo la tutela delle vittime e dei loro diritti al centro dell’azione politica e amministrativa della Regione Abruzzo.

Con queste parole, la Commissione Pari Opportunità Regione Abruzzo intende mantenere alta l’attenzione sul tema e assicurare che le istanze emerse dal lavoro legislativo e dalle reti di protezione trovino concreta applicazione sul territorio regionale.

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